Selima Tria è un’artista che abbraccia un mondo di creatività incontrollata, dove il disegno, la pittura e la fotografia si fondono in un linguaggio unico e contemporaneo. La sua arte non è solo una forma di espressione visiva, ma un atto di libertà che riflette la sua personale evoluzione artistica e il suo amore per la Tunisia e i suoi pittori modernisti. Il suo percorso artistico si è sviluppato in modo del tutto naturale e spontaneo, una sorta di “scatto” che si è rivelato più tardi nella sua vita, quando il desiderio di disegnare ha preso il sopravvento sul suo lavoro quotidiano.
Sono andata a trovarla a casa sua, il suo studio, durante il Ramadan. “Ho iniziato a lavorare su me stessa, su quello che veramente volevo fare. Quando lavoravo, aspettavo con impazienza di uscire dal lavoro per andare nel mio studio a disegnare” racconta Selima. La sua passione per l’arte non era emersa in giovanissima età ma a 40 anni, quando ha iniziato a trovare il suo posto nel mondo dell’arte. “Non ho mai lavorato su commissione, ma ho sempre fatto ciò che sentivo. La mia prima mostra è stata dedicata al disegno e al collage“, spiega. Il suo approccio al processo creativo è stato inizialmente confuso. “Ho girato in tondo, ho girato in tondo, e poi è venuto tutto da solo“, ricorda, parlando del periodo in cui stava preparando la sua prima mostra. Non aveva idea di quale direzione prendere, ma la sua intuizione l’ha guidata. “Quando lavoravo con i bambini, ero sempre a contatto con la colla e le forbici, quindi mi è sembrato naturale usare questi strumenti per il mio lavoro“.
Ogni opera di Selima Tria racconta una storia. Non sono solo immagini statiche, ma storie in movimento, che riflettono il suo mondo interiore. “Ogni parte di un mio disegno è una storia a sé“, dice, mentre descrive l’opera “Omertà”, in cui “i personaggi si spostano da un quadro all’altro“. La sua arte, dunque, è un continuo movimento, un cambiamento che non si limita a un singolo spazio ma che sfida la staticità. “Perché mettere un disegno in una cornice? Deve andare altrove“, afferma convinta. La libertà di espressione è fondamentale per lei, e ogni sua opera ne è un esempio tangibile. “Il vetro diamante è un materiale puro, solido, che resiste nel tempo“, dice Selima, mentre parla della qualità che ricerca nelle sue opere. Il vetro puro, privo di impurità, rappresenta la sua visione dell’arte: qualcosa di autentico e duraturo. “Quando si lavora con materiali puri, come il vetro, si crea qualcosa di indistruttibile“, aggiunge. In questo, il suo lavoro è simile al vetro diamante: puro, solido e capace di resistere alle imperfezioni del mondo esterno.
“Ciò che faccio è molto contemporaneo. Quando qualcuno mi dice che è originale, sono felice. Ma quello che conta è che in ogni mio disegno c’è un mondo di dettagli, ognuno con una sua storia“, spiega Selima. L’originalità, per lei, non è una ricerca del nuovo per il nuovo, ma un continuo dialogo tra il passato e il presente, tra ciò che si conosce e ciò che ancora deve essere esplorato. Selima Tria è un’artista che rifiuta le convenzioni. La sua arte non è statica, non si limita a restare confinata in una cornice. Esplora, si evolve e invita lo spettatore a fare lo stesso. Le sue opere sono il frutto di un continuo processo creativo, di una passione che è emersa tardi ma che ha preso piede con una forza inarrestabile. “La mia arte si muove, non resta mai ferma. Voglio che il mio lavoro continui a evolversi, a crescere“, conclude con determinazione. Per Selima, l’arte non è solo un’espressione visiva, ma un movimento continuo, un invito alla libertà e alla scoperta. Come le sue opere, che raccontano storie che vanno oltre il quadro e oltre la tela, anche la sua visione dell’arte invita lo spettatore a guardare oltre i confini imposti e a percorrere un viaggio di esplorazione senza fine.
Per chi volesse vedere le sue ultime opere “Zombies philosophiques”, può contattarla sul suo profilo Instagram per prenotare una visita.
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