COMUNICATO STAMPA – Si è inaugurato ieri, 27 aprile 2026, presso Il palazzo Ksar Said del Bardo a Tunisi, il ciclo di tre giornate dedicate alle tecnologie italiane per il restauro e la valorizzazione del patrimonio tunisino. L’evento, organizzato e promosso da ICE Agenzia Tunisi – Sezione Commerciale dell’Ambasciata d’Italia, in collaborazione con l’Ufficio Beni di Consumo della Sede centrale di Roma e ASSORESTAURO e OICE , è stato aperto dall’Ambasciatore d’Italia Alessandro Prunas, dal direttore dell’ufficio ITA/ICE di Tunisi Bernard Prevete e da M. Tarek Baccouche, Direttore Generale dell’INP Institut National du Patrimoine.
L’iniziativa mira a consolidare il partenariato italo-tunisino in un settore strategico e registra la partecipazione di 13 imprese italiane della filiera del restauro e dei servizi di ingegneria e architettura: A.r.s. progetti s.p.a, Adarte srl, B5 srl, Cocciopesto restauri s.a.s., Ferretti s.r.l., Ingegneri riuniti s.p.a., Restart engineering srl, Rilievi s.r.l., S. paolo risanamenti speciali s.r.l.s., Sb+ srl, Show yourself, Soluzioni per l’umiditaà s.r.l., Speri società di ingegneria e di architettura s.p.a. La delegazione incontrerà oltre 50 operatori locali, Enti pubblici, Musei, Studi di Architettura e importatori e distributori di macchinari specializzati nel settore, invitati da ICE Agenzia Tunisi.
Nella giornata di ieri si è svolto un seminario tecnico, con la partecipazione per parte italiana, di ASSORESTAURO – Associazione italiana per il restauro architettonico, artistico e urbano e l’OICE – Associazione affiliata a Confindustria che rappresenta il settore dell’ingegneria e della consulenza tecnico-economica, AICS – Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, IIC- Istituto Italiano di Cultura di Tunisi e, per parte tunisina, di INP – Institut national du Patrimoine de Tunisie, Palais Kasar Said, alcune tra le principali istituzioni d settore.
La giornata di oggi 28 aprile sarà dedicato all’approfondimento del mercato locale, con visite presso importanti siti di restauro in Tunisia, tra cui Il Museo del Bardo, La Collina di Byrsa a Cartagine, e gli edifici della vecchia città della Medina di Tunisi con una visita speciale, il giorno 29 Aprile, alla città di Dougga, considerato uno dei siti archeologici romani meglio conservati.
La Tunisia ospita una straordinaria densità di patrimonio culturale: 9 siti iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO (inclusa Djerba, aggiunta nel settembre 2023), oltre 30.000 siti e monumenti censiti dall’INP e migliaia di edifici storici che spaziano dall’epoca punica a quella coloniale. Nel 2026, il settore del restauro è stato individuato come un pilastro della strategia di sviluppo culturale del paese. Il Governo ha incrementato il budget del Ministero degli Affari Culturali dell’8% rispetto all’anno precedente, portandolo a circa 461 milioni di dinari (circa 135 milioni di euro), con l’obiettivo di trasformare la cultura in un catalizzatore economico e turistico.
I recenti eventi meteo-marini – in particolare la tempesta “Harry” nel gennaio 2026 – hanno provocato un’intensa erosione costiera che ha riportato alla luce strutture e reperti archeologici lungo il litorale di Cap Bon (Nabeul, Sidi Mahrsi) e del Sahel (Mahdia, Salakta). Questi ritrovamenti, pur testimoniando la ricchezza inesplorata del patrimonio tunisino, hanno evidenziato l’urgenza di interventi di messa in sicurezza, documentazione scientifica e restauro conservativo, creando nuove opportunità per operatori specializzati.
Bernard Prevete, direttore dell’Ufficio ICE AGENZIA di Tunisi, ha aggiunto: “Quello che rende l’Italia speciale è che la nostra visione del restauro non si ferma alla materia, ma abbraccia un intero stile di vita. Abbiamo imparato che recuperare un edificio non significa solo consolidare pietre, ma custodire e sviluppare l’anima dei luoghi e quell’arte di vivere mediterranea che rappresenta l’eredità comune di Italia e Tunisia”.
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