“Chi era lei? Era siciliana? Era italiana? Era francese? In realtà si sentiva una ragazza di Tunisi.» Bastano queste parole, lette ad alta voce dall’autore stesso, a catturare lo spirito di un libro e di una città. Sabato 23 maggio, nella navata centrale dell’Espace Municipale Sainte-Croix, nel cuore della Medina, Luca Bianchini ha presentato a Tunisi “Le ragazze di Tunisi” — e non poteva esserci cornice più giusta. L’occasione è stata l’ultima giornata delle celebrazioni per i 70 anni del Corriere di Tunisi: tre giorni di convegni, tavole rotonde, musica e cinema che hanno riportato al centro del Mediterraneo la storia della presenza italiana in Tunisia.
In questo contesto, il romanzo di Bianchini non era un ospite esterno ma una voce che si aggiungeva naturalmente al coro — perché “Le ragazze di Tunisi” nasce proprio da quella storia, e in parte da quella di famiglia. Bianchini ha raccontato al pubblico come la scrittura del libro sia stata per lui una scoperta: ripercorrendo le proprie radici, ha ritrovato un’origine anche tunisina e da lì ha ricostruito un momento emblematico e doloroso della presenza italiana nel Paese, quel tornante tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta in cui la “tunisificazione” costrinse migliaia di italiani a lasciare come profughi la terra in cui erano nati. Una storia collettiva raccontata attraverso vite individuali, con lo sguardo inconfondibile di un autore capace di tenere insieme leggerezza e profondità, ironia e umanità.
È stato esattamente questo registro — quella voce che non si prende mai troppo sul serio ma non smette mai di essere vera — a conquistare la platea numerosa e attenta che affollava la Sainte-Croix. Il dialogo con il pubblico è stato lungo e partecipe, segno che il libro ha toccato qualcosa di vivo in chi lo ascoltava: la memoria di famiglie che si sono divise tra due sponde, l’identità sfumata di chi non è mai stato del tutto di un posto solo, il senso di appartenenza a un Mediterraneo che unisce più di quanto separi.
Le ragazze di Tunisi è nella top ten dei più letti in Italia da settimane. Luca Bianchini — scrittore, conduttore radiofonico e autore televisivo, già autore di “Io che amo solo te” e “La cena di Natale”, entrambi adattati per il cinema — firma con questo romanzo la svolta più personale e riflessiva della sua carriera. Il libro è pubblicato da Mondadori.
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