Dal 1 al 3 ottobre a Messina la quinta edizione di Matabbìa dedicata alle convivenze mediterranee

Dal 1 al 3 ottobre 2026 il Rettorato dell’Università degli Studi di Messina, in Piazza Pugliatti 1, ospiterà la quinta edizione di Matabbìa, dedicata quest’anno al tema «Convivenze mediterranee: incontri, confronti, contaminazioni e scontri tra passato e presente».
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COMUNICATO STAMPA – Dal 1 al 3 ottobre 2026 il Rettorato dell’Università degli Studi di Messina, in Piazza Pugliatti 1, ospiterà la quinta edizione di Matabbìa, dedicata quest’anno al tema «Convivenze mediterranee: incontri, confronti, contaminazioni e scontri tra passato e presente». Per tre giorni Messina diventerà luogo di incontro e confronto sul Mediterraneo, accogliendo studiosi, scrittori, giornalisti e artisti provenienti dall’Italia, dal Nord Africa, dal Mediterraneo orientale e da diverse realtà accademiche internazionali. Un programma che unisce ricerca scientifica e apertura alla città, affiancando alle numerose sessioni di studio presentazioni di libri, testimonianze, documentari e conferenze-concerto aperte alla cittadinanza. Promossa dall’Università degli Studi di Messina, dai Dipartimenti di Civiltà Antiche e Moderne (DiCAM) e di Scienze Politiche e Giuridiche (SCIPOG), insieme all’Università di Tunisi-La Manouba, alla Banca Marsalese della Memoria e all’Istituto Euroarabo di Mazara del Vallo, l’iniziativa vede l’organizzazione messinese curata da Salvatore Speziale e Nancy De Leo e si svolge con il contributo dell’Ateneo Peloritano, dell’ERSU Messina, del Comune di Messina e del Gruppo Generali. 

La quinta edizione di Matabbìa si inserisce nel più ampio impegno scientifico dell’Università di Messina nello studio del Mediterraneo e delle relazioni tra le sue diverse sponde, valorizzando le ricerche sviluppate nell’Ateneo e una rete di collaborazioni con università e istituzioni scientifiche e culturali italiane e straniere. Un impegno che trova proprio a Messina, città mediterranea per storia e posizione geografica, un luogo particolarmente significativo di osservazione e confronto. Al centro delle tre giornate sarà il tema delle convivenze mediterranee, declinato volutamente al plurale. Il Mediterraneo sarà osservato nella sua profondità storica e nelle sue trasformazioni contemporanee come spazio di incontri e circolazioni, mobilità e migrazioni, contaminazioni linguistiche, religiose e culturali, ma anche di conflitti, disuguaglianze e costruzione di frontiere. Storia, letteratura, sociologia, antropologia, diritto, filosofia, studi religiosi e culturali dialogheranno intorno alle comunità italiane ed europee nel Nord Africa, alle relazioni tra Italia e Tunisia, alle esperienze coloniali e all’antifascismo, alle migrazioni di ieri e di oggi, alle appartenenze e alle cittadinanze, fino alle nuove forme di radicamento e alle contaminazioni prodotte attraverso lingua, musica e cibo.

Dialogo tra ricerca, memoria e linguaggi culturali

I lavori prenderanno il via giovedì 1° ottobre alle 9.30 nell’Aula Magna del Rettorato. Dopo i saluti istituzionali, l’intervento di apertura sarà affidato a Silvia Finzi, professoressa emerita dell’Università di Tunisi-La Manouba, con «Italiani d’altrove: origini, appartenenze, cittadinanze e diritti». Uno degli aspetti caratterizzanti di Matabbìa V sarà il dialogo tra ricerca, memoria e linguaggi culturali, che troverà particolare spazio negli appuntamenti pomeridiani e serali aperti alla città. Giovedì 1° ottobre, dalle 17.30, lo scrittore Luca Bianchini dialogherà con Nancy De Leo, storica dell’Università di Messina, sul romanzo Le ragazze di Tunisi (Mondadori, 2025), in un incontro che metterà in relazione letteratura, memoria e storia della comunità italiana di Tunisia. A seguire, Mauro Geraci, antropologo dell’Università di Messina, proporrà la conferenza-concerto «…e forse un giorno mai più tornerò». Distanze e attraversamenti nella canzone narrativa mediterranea.

Dopo la giornata inaugurale, il secondo giorno allargherà la riflessione ad alcuni dei temi centrali dell’iniziativa: memoria italo-tunisina, antifascismo, convivenze religiose, migrazioni e nuovi modi di rappresentare il Mediterraneo, fino al ruolo dell’intelligenza artificiale nella costruzione degli immaginari contemporanei. I lavori inizieranno alle 9.00 con due sessioni parallele. La prima, «Quale futuro per la memoria italo-tunisina?», metterà al centro le esperienze dei discendenti delle famiglie italiane di Tunisia e le nuove forme attraverso le quali questa memoria viene raccolta e trasmessa. Parallelamente, «Contrapposizioni e contaminazioni politiche» affronterà la presenza italiana in Tunisia e Algeria tra antifascismo, colonialismo e relazioni con la società nordafricana. Nel pomeriggio, dalle 15.00, il confronto proseguirà con due sessioni dedicate rispettivamente alle rappresentazioni digitali del Mediterraneo e all’intelligenza artificiale e alle forme di convivenza religiosa in età moderna. Dalle 17.00, la sessione plenaria «Convivenze attraverso testimonianze, memorie audiovisive e documentari», presieduta dal giornalista Salah Methnani, aprirà uno spazio di incontro tra ricerca, memoria personale, fotografia, testimonianze e cinema. Raffaele Cattedra e la fotografa e documentarista Rosi Giua presenteranno Paesaggi di memorie: cimiteri, alterità e convivenze in Tunisia, mentre il regista Marcello Bivona ripercorrerà il percorso che da Ritorno a Tunisi conduce al suo nuovo lavoro. Una serata nella quale immagini, testimonianze e memorie individuali contribuiranno a raccontare le esperienze di mobilità, appartenenza e convivenza che hanno legato nel tempo le diverse sponde del Mediterraneo.

Le molteplici forme della convivenza mediterranea

L’ultima giornata proporrà uno sguardo particolarmente ampio sulle molteplici forme della convivenza mediterranea, mettendo ancora una volta in relazione passato e presente: dalle comunità europee nel Nord Africa alle migrazioni contemporanee, dalle paure legate all’alterità ai processi di radicamento, fino alle contaminazioni linguistiche, musicali e culturali. I lavori inizieranno alle 9.00 con le sessioni dedicate alle collettività europee tra Africa ed Europa e alle forme di controllo, influenza politica e convivenza che hanno attraversato le comunità italiane di Tunisia. Dalle 11.30, il tema delle migrazioni sarà affrontato attraverso due prospettive complementari. La sessione «Migrazioni, paure e convivenze» guarderà alle rappresentazioni dell’altro e alle loro genealogie storiche; parallelamente, «Migrazioni e radicamento tra passato e presente» porterà il confronto sulle esperienze contemporanee di mobilità, appartenenza e costruzione di nuovi legami sociali. Nel pomeriggio, dalle 15.00, il Mediterraneo sarà osservato anche attraverso il diritto, le istituzioni e le pratiche culturali. La sessione «Visioni mediterranee: filosofia, diritto e istituzioni» dialogherà con «Lingua, musica e cibo come spazio d’incontro», dedicata alle contaminazioni linguistiche, musicali e gastronomiche tra le diverse sponde. Dalle 17.30, nell’Aula Magna, la sessione plenaria conclusiva si aprirà con la presentazione del volume Quand la diplomatie fait la ville (Éditions de l’Université de Bruxelles, 2025). L’autore Adnen El-Ghali dialogherà con Daniela Melfa e Angela Villani dell’Università di Messina.

A seguire, il Mediterraneo sarà raccontato attraverso la musica con Jamel Chabbi, del Centro Nazionale d’arte popolare e del Conservatorio Nazionale Sidi Saber di Tunisi, protagonista della conferenza-concerto per voce e oud «Tatriz – Intrecci mediterranei». Parole, ricerca e musica accompagneranno così la conclusione di Matabbìa V, sintetizzando lo spirito delle tre giornate: leggere il Mediterraneo non soltanto come spazio geografico, ma come luogo storico di relazioni, mobilità, conflitti e contaminazioni tra società e culture differenti. Al termine della serata si terrà la chiusura ufficiale dei lavori.

Un evento aperto a tutti

Matabbìa V è promossa dall’Università degli Studi di Messina, dai Dipartimenti DiCAM e SCIPOG, insieme all’Università di Tunisi-La Manouba, alla Banca Marsalese della Memoria e all’Istituto Euroarabo di Mazara del Vallo, l’iniziativa vede l’organizzazione messinese curata da Salvatore Speziale e Nancy De Leo e si svolge con il contributo dell’Ateneo Peloritano, dell’ERSU Messina, del Comune di Messina e del Gruppo Generali. Gli appuntamenti sono aperti alla cittadinanza e si svolgeranno presso il Rettorato dell’Università degli Studi di Messina, Piazza Pugliatti 1.

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