SEE DJERBA 2026: l’arte contemporanea come tessuto di relazioni e sopravvivenza

4 minuti

COMUNICATO STAMPA – SEE DJERBA torna per la sua edizione 2026 con AKROS, Dall’Incontro all’Innestamento, ponendo la pratica artistica contemporanea come metodo di ricerca sui sistemi ecologici, sociali, tecnologici e culturali che modellano il nostro presente. In programma dall’8 al 16 agosto 2026 tra Guellala e Houmt Souk, il festival riunisce 35 artisti provenienti da Tunisia, Europa, America Latina, Africa, Asia e Medio Oriente, presentando uno dei suoi programmi geograficamente più variegati dalla fondazione del progetto nel 2017.

Anziché trattare la media art come una semplice disciplina tecnologica, SEE DJERBA si approccia alla pratica digitale come a un linguaggio capace di rendere visibili i sistemi spesso invisibili attraverso cui è organizzata la vita contemporanea. La proposta curatoriale di quest’anno trae punto di partenza da AKROS, la parola amazigh per “nodo“: l’intersezione strutturale in cui i fili si incontrano nella tessitura tradizionale.

Espanso oltre la sua origine materiale, il nodo diventa una cornice concettuale per esaminare l’interdipendenza ecologica, la migrazione, la memoria collettiva, le infrastrutture digitali, lo spazio pubblico e le relazioni sociali che sostengono le comunità. Il festival pone una domanda semplice ma urgente: in che modo gli incontri diventano forme di interdipendenza duratura? In un’era segnata da crisi ecologica, accelerazione tecnologica, frammentazione geopolitica e crescente isolamento sociale, AKROS propone l’innestamento/groviglio non come metafora, ma come condizione di sopravvivenza.

Un festival radicato nel territorio

Fin dalla sua prima edizione nel 2017, SEE DJERBA ha sviluppato una metodologia curatoriale distintiva fondata sulla produzione artistica specifica del contesto (site-specific). Anziché “importare” opere d’arte sull’isola, il festival invita gli artisti a confrontarsi con i paesaggi, l’architettura, la storia e le comunità di Djerba come collaboratori attivi nel processo creativo.

Edifici storici, musei, strade, cortili, quartieri e piazze pubbliche diventano spazi espositivi temporanei in cui la media art si intreccia con l’architettura vernacolare, l’artigianato locale e la vita urbana quotidiana. La produzione artistica contemporanea è intesa non come un’interfezione calata dall’alto, ma come un’estensione dei dialoghi già radicati nel luogo.

Questa relazione a lungo termine con l’isola ha affermato SEE DJERBA come una delle principali piattaforme del Mediterraneo per la media art pubblica, dimostrando come la pratica artistica possa generare nuove forme di impegno civico, contribuendo al contempo ai dibattiti sulla sostenibilità ambientale, il patrimonio culturale e la partecipazione sociale.

Le edizioni precedenti hanno esplorato temi quali Going Nowhere, Flow — Water Matters, Water & Salt e Earth & Water, affrontando ciascuna questioni ambientali e culturali urgenti. Portando questi temi nello spazio pubblico, il festival ha costantemente utilizzato l’arte contemporanea come strumento per ampliare la consapevolezza pubblica, favorire il dialogo interdisciplinare e connettere le realtà ecologiche locali con i grandi dibattiti globali.

Un programma diffuso sull’isola

L’edizione 2026 si sviluppa attraverso tre fasi interconnesse:

  1. 8 Agosto – Lila fi Guellala: Inaugura il festival con un’occupazione artistica di una notte del Museo di Guellala, trasformando una delle istituzioni culturali più importanti di Djerba in un ambiente immersivo di projection mapping, installazioni e immagini in movimento. Più che un’inaugurazione convenzionale, la serata stabilisce la cornice concettuale di AKROS attivando il museo stesso come una rete viva di memoria, cultura materiale e intervento artistico contemporaneo.
  2. Dal 10 al 13 Agosto – I Research Labs: SEE DJERBA si espande oltre la dimensione espositiva con un programma intensivo di workshop e laboratori pubblici di ricerca. I cinque “Lab” tematici operano come piattaforme discorsive in cui artisti, ricercatori, istituzioni e operatori culturali esaminano collettivamente le questioni emerse dal programma espositivo:
    • Behind What You See: Svela il processo artistico, permettendo agli artisti partecipanti di presentare i quadri concettuali, tecnici e metodologici alla base del loro lavoro.
    • Decolonise Contemporary Art: Guidato da Bettina Pelz, indaga le strutture istituzionali ereditate e si chiede come la pratica artistica possa essere ripensata attraverso epistemologie locali e plurali.
    • Art in Action: Sviluppato con partner culturali regionali e internazionali, esamina la pratica artistica come forma di impegno civico, resistenza e trasformazione sociale.
    • Bukya: Esplora la relazione tra cinema e media art, considerando come le immagini in movimento possano espandersi oltre i formati espositivi convenzionali.
    • Nahkiw Arbi (Parliamo Arabo): Riunisce artisti, curatori e organizzazioni di tutta la regione araba (tra cui Giordania, Libano, Tunisia e Regno Unito) per discutere la costruzione di un discorso comune sull’arte contemporanea in lingua araba e il rafforzamento delle reti culturali transnazionali.
  1. Dal 14 al 16 Agosto – La Mostra Pubblica Diffusa: Il centro storico di Houmt Souk diventa una mostra decentralizzata estesa su edifici storici, ex spazi commerciali, strade, piazze e siti patrimoniali. Installazioni, projection mapping, opere sonore, performance, concerti, proiezioni cinematografiche e una mostra di artigianato locale si snodano nel centro storico.

Come per ogni edizione, tutti gli eventi rimangono a ingresso gratuito, riaffermando la convinzione di SEE DJERBA che l’arte contemporanea debba vivere nello spazio pubblico ed essere accessibile a tutti.

 

Dialogo artistico internazionale

Uno dei tratti distintivi di SEE DJERBA 2026 è la vastità della sua costellazione artistica internazionale. Artisti provenienti da Tunisia, Messico, Italia, Cile, Indonesia, Germania, Zimbabwe, Palestina, Giordania, Taiwan, Paesi Bassi e molti altri contesti contribuiscono con opere che spaziano tra installazioni, immagini in movimento, suono, performance, sistemi generativi, intelligenza artificiale, ambienti immersivi e media interattivi.

I loro progetti indagano ecologie marine, migrazioni, storie coloniali, tradizioni orali, pratiche rituali, memoria digitale, sistemi algoritmici, AI, trasformazioni ambientali e forme collettive di cura. Le storie locali e le preoccupazioni globali non sono affrontate come narrazioni separate, ma come realtà interconnesse che si modellano a vicenda.

Nuova direzione artistica

L’edizione 2026 segna anche un’importante tappa istituzionale. Dopo essere entrate in SEE DJERBA nel 2022 attraverso i programmi di mediazione artistica e curatela, Fairouz Nouri e Khadouja Tamzini assumono il ruolo di Co-Direttrici Artistiche.

La loro nomina incarna uno dei principi fondanti del festival: le istituzioni culturali sostenibili si costruiscono attraverso la formazione a lungo termine, il tutoraggio e la trasmissione del sapere tra generazioni. La loro leadership rappresenta l’evoluzione in cui i volontari sono diventati mediatori, i mediatori curatori e i curatori ora guidano il futuro stesso del festival.

Oltre la mostra

Organizzato da ZAKHAM, Momentum for Contemporary Culture, SEE DJERBA 2026 sintetizza i suoi numeri:

  • 35 artisti internazionali
  • 5 Lab di ricerca pubblici
  • Workshop di curatela e mediazione artistica
  • Programmi di capacity-building per operatori emergenti
  • 2 performance musicali dal vivo
  • 2 proiezioni di cortometraggi
  • 1 mostra di artigianato locale
  • Talk pubblici e presentazioni degli artisti

Date del Festival: 8–16 Agosto 2026

Luoghi: Guellala & Houmt Souk, Djerba, Tunisia

Ingresso: Gratuito

©️ Riproduzione riservata

 
 
 
 
 
Visualizza questo post su Instagram
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Un post condiviso da SEE DJERBA (@seedjerba)

Casella dei commenti di Facebook
AKROSDjerbafestival artistici TunisiaGuellalaHoumt Souksee djerba 2026ZAKHAM
Comments (0)
Add Comment