Ramadan: carne rossa a 43 dinari al chilogrammo
Con il mese di Ramadan, si intensifica la regolamentazione del mercato delle carni rosse. La Société Ellouhoum ha annunciato la messa a disposizione di quantitativi di carni rosse locali al prezzo di 42,9 dinari al chilogrammo presso il suo punto vendita situato a El Ouardia, a Tunisi: lo riferisce Webdo.
Secondo il comunicato dell’azienda pubblica, questa operazione rientra nei preparativi per il mese santo e mira esplicitamente ad adeguare l’offerta sul mercato interno. Le quantità proposte riguardano sia la carne ovina sia la carne bovina di origine locale, con un volume presentato come sufficiente a soddisfare la domanda dei consumatori.
Un segnale sui prezzi prima del Ramadan
Questa iniziativa si inserisce in un contesto segnato da ricorrenti tensioni sui prezzi delle carni rosse, in particolare in prossimità del Ramadan, periodo tradizionalmente caratterizzato da un aumento dei consumi. Nei mercati al dettaglio, nelle ultime settimane i prezzi della carne d’agnello hanno superato i 50 dinari al chilogrammo in diverse regioni, mentre la carne bovina viene spesso venduta a oltre 45 dinari, secondo rilevazioni effettuate presso macellai dell’area della Grande Tunisi.
Fissando un prezzo di 42,9 dinari/kg, la Société Ellouhoum si colloca al di sotto delle tariffe praticate da una parte dei rivenditori, il che potrebbe esercitare un effetto calmierante, almeno a livello locale. Tuttavia, l’impatto reale della misura dipenderà dal volume effettivamente venduto e dalla capacità logistica di garantire un approvvigionamento regolare.
Un ruolo regolatore ribadito
Azienda pubblica posta sotto la tutela del Ministero del Commercio, la Société Ellouhoum interviene regolarmente per sostenere l’approvvigionamento del mercato delle carni rosse, in particolare nei periodi di forte domanda. Il suo punto vendita di El Ouardia rappresenta uno dei canali diretti attraverso cui viene distribuita la produzione a prezzi regolamentati. Questo annuncio si inserisce inoltre in una strategia più ampia delle autorità volta a prevenire pratiche speculative e a contenere l’inflazione alimentare, particolarmente sensibile durante il mese di Ramadan.
Resta da vedere se questa offerta puntuale sarà sufficiente a incidere in modo duraturo sui prezzi praticati nei circuiti tradizionali. I prossimi giorni, caratterizzati da un progressivo aumento della domanda, permetteranno di misurarne l’effetto concreto sul mercato.
Articolo tradotto con ChatGPT
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