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Tunisia: quando si incontra un angelo

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Quando succede qualcosa di imprevisto in un Paese che non è il nostro di origine, si può avere un attimo di smarrimento. Che faccio? Chi chiamo? A volte la risposta è… non lo so, non ho nessuno. Cominciamo dall’inizio: stiamo cercando dei mattoncini, a Rades ci sono diversi negozi sulla strada, il tempo è brutto, ma tanto facciamo in fretta ci diciamo. Si esce così, quasi di fretta con la sicurezza che entro poco si rientrerà a casa. Ma si sa che un imprevisto può essere sempre in agguato. Andiamo al negozio per comperare i mattoncini e… il prezzo è quasi raddoppiato, dal giorno prima che ci eravamo stati. Ovviamente decidiamo di rientrare a casa, non tanto per il prezzo ma per la poca professionalità e il sentirsi “fregati”!

Erano le 17.30, pertanto un gran traffico, le strade sono congestionate. Decidiamo di scendere per la via del mare, meno trafficata, ma piove forte e aveva già piovuto tantissimo per cui ritroviamo un fiume d’acqua. Decidiamo di proseguire lo stesso, chiaramente il fondo della strada non si vede, ci saranno almeno 25 cm di acqua, all’improvviso un rumore terribile. Che succede? Ci guardiamo in faccia preoccupati. Finisce il fiume d’acqua e c’è uno spiazzo, finalmente possiamo controllare. L’amara sorpresa! Due gomme a terra. Piove, fa freddo. Io propongo di lasciare l’auto lì, prendere un taxi e tornare il giorno dopo. Ho l’ applicazione InDrive (funziona come Uber, ndr) mi sento sicura, invece in 19 vedono la richiesta e tutti ignorano. Aumento il prezzo, nessuno risponde. Ok, nessuno arriverà, questo è certo.

Foto di Lee Ann Jackson su Unsplash

Mia mamma va in un negozietto e spiega l’accaduto chiedendo aiuto. Noi restiamo vicino all’auto. Arriva un ragazzo insieme a lei. Io sono diffidente di natura, purtroppo. Lo guardo e mi dà una sorta di fiducia immediata, parla gentilmente e dopo pochissimo ci sente parlare in italiano e parla italiano pure lui. Io non vivo in un posto turistico, pertanto non è così scontato. Il nostro “angelo” si chiama Khalil. Fa il meccanico: se questo non è un dono dal cielo non so che altro possa essere. Conosce qualcuno che ha il carro attrezzi, lo chiama. Telefona al gommista di restare aperto che stiamo per arrivare. Piove, fa freddo: mi dà il suo ombrello e lui resta sotto l’acqua.

Noi siamo in quattro per cui due persone salgono sul carro attrezzi e due in auto con lui. Mia figlia ed io andiamo con lui. Si chiacchiera e in un attimo arriviamo dal gommista. Khalil resta con noi tutto il tempo e se non bastasse tutto ciò che ha fatto, ci propone di pagare lui se non abbiamo soldi abbastanza. Ma poi… cos’altro? Tutto si sistema nel giro di un’ ora o poco più e torniamo a casa. Dopo mezz’ora mi scrive chiedendomi se siamo arrivati a casa e se va tutto bene! Lo rivediamo in seguito perché ci consiglia un carrozziere vicino al suo posto di lavoro, siccome l’auto, che era parcheggiata sotto casa mia,  è stata danneggiata durante una notte. Niente di grave ma comunque scoccia lo stesso ritrovarsi l’auto danneggiata così…. Ora, l’auto è a posto e noi abbiamo un angelo, un amico in più nelle nostre vite! Grazie Khalil, grazie di rendere la Tunisia un posto dove sentirsi sicuri!

© Riproduzione riservata

Foto di Gerald Oswald da Pixabay

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