Randagismo in Tunisia: cronaca di un’emergenza tra sicurezza negata e salute pubblica
Chi vive in Tunisia lo sa bene: i cani randagi fanno parte del paesaggio quotidiano. Li si trova ovunque, lungo le strade, davanti ai negozi e soprattutto in spiaggia. Molti sono innocui, abituati alle persone, ma quelli che vivono soprattutto in spiaggia spesso sono davvero aggressivi. Il problema esiste davvero e spesso è più serio di ciò che si vuole ammettere. A volte camminare da soli può diventare motivo di ansia: branchi di cani territoriali, episodi di aggressività improvvisa, situazioni che non devono essere considerate “normali”. Il problema non riguarda soltanto la sicurezza, ma è soprattutto un fattore di salute pubblica. I cani randagi spesso sono malati, spaventati e affamati e per questo destinati a soffrire per tutta la loro vita.
La Tunisia a un bivio: proteggere la popolazione e trovare soluzioni civili
La Tunisia si trova davanti a una questione complessa: da una parte la necessità di proteggere la popolazione e dall’altra il bisogno di trovare delle soluzioni civili e sostenibili contro il randagismo. Alcune zone hanno i cani vaccinati: lo si capisce dall’orecchio del cane, che ha una targhetta, ma sono davvero pochi per la quantità totale. Tanti anni fa, dodici per l’esattezza, c’era una cagnolina che si era fatta adottare da noi. Mi seguiva da tutte le parti, facendomi odiare dai vicini di casa che mi dicevano che portava malattie, che dovevo stare attenta a mia figlia che era davvero piccola. Ma lei ci seguiva, sempre. L’avevo chiamata Sole: era sempre allegra, giocava in spiaggia con le alghe, faceva la guardia al passeggino di mia figlia e dormiva davanti alla porta di casa. Non c’era verso di farla entrare, neppure con il freddo e la pioggia, lei voleva stare fuori. Purtroppo, una mattina l’ho trovata morta, nella notte le avevano sparato. Lei non aveva mai fatto male a nessuno, ma la polizia certamente non poteva saperlo.

Un morso e la corsa in ospedale per evitare la rabbia
Qualche giorno fa, rientrando a casa dopo aver portato mia figlia a scuola, percorrendo la strada verso il mare ma attaccata alle abitazioni, mi corre incontro un cane che vive in spiaggia da qualche tempo, lo conosco, lo chiamo dal balcone e gli dò da mangiare. Purtroppo il mio vicino, che mi è corso incontro per difendermi, non ha fatto in tempo e il cane mi ha morso. Veloce, feroce e all’improvviso. Non si ha il tempo per ragionare, il sangue sgorga copioso e si resta lì, senza capire bene cosa sia successo. Il mio vicino mi ha portata subito all’ospedale. I morsi di cani hanno la priorità sulle persone in sala d’attesa. Dopo un vaccino, quattro punture nella gamba e una medicazione nel giro di neanche mezz’ora ero di nuovo a casa. Dolorante, sanguinante e triste. Sì perché continuavo a pensare che se al posto mio ci fosse stata mia figlia, cosa sarebbe successo alla sua gamba?
Devo essere sincera: quando sento che un cane ha morso qualcuno, penso subito che la persona se la sia “cercata” o l’abbia infastidito, o si sia messa ad urlare forte o abbia infastidito i cuccioli, insomma non ho mai dato la “colpa” al cane. Anche la cugina di mia figlia qualche mese fa è stata morsa e subito avevo pensato, “chissà cosa ha fatto a quel cane”. Ebbene, ecco, io camminavo tranquilla, stavo facendo un messaggio vocale a una mia amica, non guardavo da nessuna parte se non davanti a me ed ero quasi arrivata a casa. Per cui posso dire di non aver provocato per niente questo cane. Non so cosa gli abbia scatenato tanta aggressività e questo mi spaventa. Ora non scendo più da quel lato, e se anche in lontananza sento abbaiare mi vengono i brividi. Sono esperienze che ti segnano, anche se continuo a dirmi che avrà avuto le sue ragioni, ma la mia gamba con i suoi canini profondi, il gonfiore e gli ematomi mi dicono che niente giustifica questa ferocia gratuita.

Cosa fare in caso di morso da parte di un cane randagio non vaccinato
Ora sto seguendo la profilassi medica: devo fare altri tre vaccini, uno l’ho fatto ieri mattina e sono un totale di cinque. Non auguro a nessuno di viverlo, ma se dovesse succedere, l’infermiera mi ha detto di non disinfettare, ma usare il sapone verde tunisino e di mettere un asciugamano o una garza se basta, mai ovatta e disinfettante (come ho fatto io!). In questo periodo le persone morse dai cani sono circa 10 al giorno, nel mio quartiere, è un numero importante, non andrebbe sottovalutato. Mi sono anche recata in comune per denunciare l’accaduto, con tanto di gamba piena di sangue, faceva davvero effetto e per tutta risposta mi han detto, “cosa fai qui vai a farti medicare…” Non è di interesse comunale questo problema. Non bisogna fare allarmismi, ma non sottovalutate la pericolosità di questi cani, mi raccomando.
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