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Vivere in Tunisia oggi: verità e miti sulla libertà femminile e la vita notturna

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Quando sono venuta a vivere in Tunisia 13 anni fa, più di una persona mi aveva chiesto se avrei avuto ancora la libertà di uscire senza marito, se avessi dovuto indossare il velo e a quali regole comportamentali sarei andata incontro. Nell’immaginario collettivo, il Paese è ancora molto conservatore e “islamico”. Posso dire che in parte può essere vero, ma questo riguarda molto l’aerea geografica più che la realtà vera e propria. Mi spiego meglio: nelle grandi città, le possibilità d’incontro e i locali sono chiaramente maggiori che nell’entroterra o in piccoli paesini. Maggiori opportunità di divertimento si hanno, maggiore è la possibilità di frequentarli.

Mi sono capitate due sere di seguito di uscire e di osservare come la vita serale sia cambiata. L’altra sera ero a cena fuori, a Boumhel: questo è proprio un paese che negli ultimi decenni si è letteralmente trasformato. Ci sono palazzine nuove, sicurizzate e i locali di ogni tipo non si contano più! E’ un quartiere che da agricolo è diventato il centro della vita mondana. Si trovano caffè in stile parigino, ristoranti di ogni tipo e sono tutti affollati. Non erano rari i tavoli di amiche. Ordinano cocktail, chiacchierano e si accendono una sigaretta senza nessun problema. Ricordo, quando 12 anni fa, volevo andare a bere un caffè con una conoscente: non avevamo trovato un bar misto nelle vicinanze. Ora, al contrario, i caffè per soli uomini sono pochi e quelli “storici”.

Uomini al caffè ad Hammam Lif

Ieri sera alla Goulette, caffè e ristoranti pieni. Donne in minigonne che si divertono e passano una bella serata, che sia in compagnia di amiche o amici. I gruppi diventano più numerosi e misti. Inoltre, la cosa che da sempre mi affascina, è vedere una ragazza velata che si diverte con la sua amica in minigonna. Questa è una cosa che mi ha sempre stupita: sbagliando, pensavo che le ragazze velate frequentassero solo altre ragazze velate e invece l’amicizia va oltre! Un tempo neanche troppo lontano, l’idea di una ragazza tunisina seduta a un tavolo di un bar qualsiasi a fumare una sigaretta avrebbe fatto alzare più di un sopracciglio, oggi nessuno ci fa più caso, perché è la normalità.

In questi contesti non è una dichiarazione di ribellione, ma semplicemente una scelta personale. Non è un segno di occidentalizzazione, ma il riflesso di una società in evoluzione, che cerca con tutte le sue contraddizioni un proprio equilibrio tra passato e presente. Ci sono ancora famiglie tradizionali, che non permettono alle proprie figlie queste libertà, ma si vedono al pomeriggio bere un caffè nei vari locali, spostano la serata al pomeriggio. E’ proprio questo il cambiamento più evidente, non tanto cosa fanno, ma il fatto che possano decidere, almeno in parte, come farlo.

Un matrimonio tunisino – photo credits Giada Frana

Personalmente spero sempre in un cambiamento radicale legato alla convivenza. Il fatto che siano obbligate a sposarsi e non possano convivere per conoscersi meglio lo trovo un fattore altamente limitativo. Purtroppo la Tunisia ha un triste primato di divorzi, anche dovuto alla mancanza di scelta di non sposarsi subito.

Questa libertà odierna, per me è già una grande conquista e mi auguro che sarà sempre maggiore!

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