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Ilaria, impiegata in un call center, 1.200 dt al mese, due figli, nessuno svago

A inaugurare questa rubrica, Ilaria (nome di fantasia), che abita a Tunisi, in un quartiere popolare, con il marito e due figli di 17 e 13 anni. Una panoramica alle sue entrate e uscite

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Ilaria vive in Tunisia da 10 anni, dove lavora come impiegata in un call center, guadagnando 1.200 dinari al mese. Il figlio più grande frequenta una scuola pubblica, mentre la figlia frequenta una scuola privata. Ha casa di proprietà, di cui ha estinto già il mutuo. Le spese famigliari vengono suddivise tra lei e il marito : quest’ultimo si occupa della spesa per l’abbonamento internet e le spese inerenti agli studi dei ragazzi (iscrizione scolastica, tasse, materiale scolastico), mentre a lei spettano le spese per la casa (alimentari – igiene personale), le bollette e l’abbigliamento.

«Per un italiano abituato a ragionare in euro, o che ha entrate in euro, mi rendo conto che capire quanto possa costare la spesa sia complicato, e si arriva alla conclusione che tutto sia economico. Per farsi un’idea ci si dovrebbe chiedere, a parità di entrate, cosa si potrebbe acquistare con la stessa cifra, rispettivamente in euro e in dinari »

Le uscite di Ilaria: su uno stipendio di 1.200 dinari, se ne vanno più di mille, salvo imprevisti

« Prendendo in considerazione lo stipendio medio tunisino, noi rientriamo nel ceto medio alto. Nonostante ciò molti prodotti che in Italia sarebbero la normalità, qui per noi diventano di lusso : ad esempio l’ammorbidente o le lampadine a risparmio energetico ».  Per l’ultima spesa settimanale ho speso 70 dt : come si può evincere dallo scontrino, non figurano né carne rossa (ho comprato solo petto di tacchino e due confezioni di cosce di pollo), né olio o detersivi per casa, che costano parecchio. Si tratta soprattutto di prodotti per la colazione ; 11 dinari sono stati spesi per un pacco di mascherine : in questo momento storico rientra nella spesa necessaria per la propria famiglia ». E aggiunge : « Questa è solo una parte della spesa : manca la voce frutta e verdura, che faccio a parte perchè più economica e conveniente nei mercati e nelle bancarelle. Il prezzo delle verdure in questo momento è sceso, è possibile trovare verdura di stagione come pomodori, cetrioli e zucchine a 1 dt, 1.200 al kg. La frutta invece ha ancora un prezzo sostenuto : ad esempio la pesca tabacchiera costa 2,5 dt al kg, 3 dt le prugne, 4 dt le banane »

« Io sono molto oculata nel fare la spesa. Noi mangiamo poca carne rossa, una volta ogni dieci giorni, il pesce dipende, in questo momento è relativamente più abbordabile, ma evito frutti di mare o altre voci considerate di lusso per un tunisino medio, come i gamberoni. Per i formaggi, il nostro uso è limitato, compriamo più quelli freschi di produzione tunisina ».

Per quanto riguarda le bollette , la cifra varia a seconda del periodo dell’anno. In estate acqua e luce lievitano per l’utilizzo dei climatizzatori « In settimana si è arrivati a 40 gradi, inevitabile che vengano accesi in alcuni momenti della giornata » e l’acqua corrente viene utilizzata non solo per le docce, ma anche per l’irrigazione di un piccolo giardino e per il lavaggio della propria automobile.

« Per l’abbigliamento, fortunatamente in Tunisia ci sono diversi mercatini dove si può acquistare un buon usato : la scelta è tantissima e si trovano capi anche nuovi con etichetta. Ciò facilita il bilancio famigliare. Sul lato viaggi e divertimento, soprattutto a causa Covid non rientro in Italia da circa due anni. Ad ogni modo raramente rientro con i miei figli, perchè sarebbe un costo sostenuto : in questo mi avrebbe aiutato la mia famiglia, pagando loro i biglietti aerei. In questo periodo si esce con gli amici per una passeggiata o per mangiare un gelato, insomma, senza spendere chissà quanto »

Photo by Bianca Lucas on Unsplash

E conclude : « Non faccio uso della lavanderia, lavo tappeti, coperte, giacche e delicati a casa. Non ho la domestica, nonostante abbia una casa a due piani, diversi animali e un giardino, faccio, con enorme fatica, tutto da sola. Possiamo dire, volendo riassumere, che metà delle mie entrate vanno via per cibo e bollette, l’altra metà in benzina, spese telefoniche, spese mediche, abbigliamento, prodotti per l’igiene personale e per la casa. Quello che riesco a risparmiare serve a coprire altre spese tipo eventuali visite e cure specialistiche (dentista, analisi di routine, oculistiche etc), spesa per l’auto (bollo, assicurazione), eventuali documenti da rinnovare (rinnovo patente appena fatto 280 dinari, passaporti dei ragazzi che faremo a dicembre sarà 700 dt). C’e poi tutta una serie di voci (spese veterinarie, documenti, medicinali, e così via) che rappresentano spese saltuarie ma puntuali, nel senso che ogni mese si presenta comunque qualche spesa imprevista. Quindi in sintesi non risparmiamo nulla. Abbiamo un tenore di vita diciamo alto rispetto ad un tunisino medio perché lavoriamo in due e abbiamo la fortuna di essere stati oculati a comprare casa quando i tempi erano migliori ».

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