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Latifa Ben Hassen : « Sin da piccola volevo vivere in Italia. Il mio sogno ? Lavorare con la Croce Rossa »

Latifa Ben Hassen, 28 anni, è studentessa e volontaria della Croce Rossa con il Servizio Civile Universale. In Italia è venuta con un visto di studio, lavorando duramente gli ultimi anni per mettere da parte la somma richiesta.

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« Sin da piccola, vedendo Raiuno, dicevo alla mia famiglia che una volta cresciuta, avrei vissuto in Italia. Loro mi dicevano che sarebbe rimasto solo un sogno. E invece eccomi qui ». Latifa Ben Hassen, 28 anni, di Ksar Hellal (Monastir), ha grinta e forza di volontà da vendere. Venire in Italia con un visto di studio non è così semplice : oltre a un livello B2 di lingua italiana, bisogna avere bloccati sul conto bancario 20 mila dinari  (circa 6.215 euro) , una cifra non indifferente in Tunisia. Lei non si è persa d’animo e si è data da fare, lavorando per diversi anni per poter mettere da parte questa somma e fare domanda di visto di studio. Ora si trova a Vercelli da ottobre 2021. Ma questo non è il suo primo viaggio in Italia : « Mi sono laureata in Lingua italiana, specializzazione commercio internazionale a Mahdia. Poi mi sono iscritta alla magistrale all’Università di Tunis El Manar. Nel 2018, grazie al voto finale della Laurea triennale, sono stata selezionata per poter andare in Erasmus in Italia, con una borsa di studio. Sono stata sei mesi a Palermo : sono stati sei mesi incredibili, straordinari ».

Latifa Ben Hassen a Erice

Tornata in Tunisia, l’idea di rientrare in Italia non la abbandona. Ma per richiedere un visto di studio bisogna avere sul conto 20 mila dinari. Non può di certo chiederli alla sua famiglia : e così inizia a lavorare per poter tornare in Italia a studiare. Lavora in una società tessile italiana per un anno, come traduttrice affiancando interpreti già esperti, come insegnante di lingua italiana durante il fine settimana, e in un call center. In quest’ultimo da otto a dieci ore al giorno, facendo gli straordinari che vengono pagati di più, riuscendo ad avere un buon salario grazie ai premi riconosciuti « Quando un cliente è soddisfatto lascio un voto, ogni dieci voti c’è un bonus nello stipendio, che può andare da dieci a 150 dinari ». Tutto quello che guadagna riesce a metterlo da parte : a Tunisi vive per un periodo dalle sorelle maggiori, e da una zia. E finalmente riesce a fare domanda di visto per studio ed ottenere una risposta positiva.

Questa volta la scelta ricade sul nord Italia : « Tutti mi han sempre detto che offre più opportunità lavorative ». I primi tre mesi li trascorre a Torino : « Sono stati mesi terribili, per la difficoltà di trovare casa in affitto. Chiedevano garanzie e un anticipo di tre mesi, che al momento, essendo appena arrivata, non potevo garantire. Poi per fortuna hanno accolto la mia richiesta per la borsa di studio e mi sono trasferita nella residenza universitaria a Vercelli. Vercelli è una città calma, tranquilla, mi sono integrata senza problemi. Sono una ragazza molto socievole e ho cercato di iscrivermi alle varie attività, come teatro, letture di libri, per incontrare altre persone e conoscere sempre più la città. Attraverso lo sportello Informagiovani sono venuta a conoscenza del Servizio Civile Universale e ho fatto domanda per parteciparvi ». Latifa in Tunisia era volontaria della Mezzaluna Rossa : le viene quindi spontaneo fare richiesta per lavorare, come volontaria del servizio civile, nella Croce Rossa : « Volevo continuare in questo ambito, avevo già diversi anni di esperienza. Il giorno del colloquio stavo rientrando a Tunisi : sono stati molto gentili e ho potuto svolgerlo on line. Ero la prima della graduatoria : ne sono stata felicissima ».

Latifa Ben Hassen in servizio in Croce Rossa

Ora Latifa, oltre agli studi – « Sto terminando la tesi della Laurea Magistrale tunisina » -, e al servizio civile universale in Croce Rossa, il week end lavora come cameriera in un ristorante. Nel frattempo ha deciso di provare il test di ingresso alla facoltà di Infermieristica : « Qui sto studiando alla triennale di Lettere, ma mi sono detta che non avendo la nazionalità italiana, per me sarebbe difficile diventare insegnante. Vorrei un ambito che mi dia la possibilità di vivere qui e lavorare. Sia in Tunisia che in Italia bisogna impegnarsi, i problemi e le difficoltà ci sono ovunque. Ma se ci si impegna, con un po’ di pazienza, si può arrivare al proprio obiettivo ». E aggiunge : « Sono contenta del percorso fatto finora. Il futuro non è ancora chiaro, ma sono sulla strada che ho voluto fortemente ».

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