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Sidi Bou Said, la casa del Barone d’Erlanger: un gioiello architettonico da non farsi sfuggire

Classificato monumento storico dallo stato tunisino, l'edificio ospita dal 1991 il“Centro di musica araba e mediterranea”, uno spazio musicale e d’animazione che, oltre all’organizzazione di eventi musicali, comprende una fonoteca nazionale e il museo di oggetti musicali e di oggetti d’arte.

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A Sidi Bou Said, poco prima dell’entrata del suq, in rue du 2 mars 1934, si trova il Palazzo Ennejma Ezzahra, “La stella di Venere”. Conosciuto anche come “la casa del Barone d’Erlanger”, è considerato uno dei gioielli dell’architettura arabo – islamica in Tunisia. La figura del Barone è forse poco conosciuta, eppure il suo contributo riguardante gli studi sulla musica araba è stato fondamentale.

Nato il 7 giugno 1872 a Boulogne Billancourt (Parigi) in una famiglia di ricchi banchieri, Rodolphe d’Erlanger studia all’Accademia Julian di Parigi e comincia una carriera di pittore oscillando tra orientalismo e paesaggi. Amante della musica, studioso, pittore, le scene da lui dipinte, alcune delle quali si possono ammirare all’interno del Palazzo, nel suo piccolo atelier, portano i visitatori tra paesaggi incantati, ritratti e scene di vita di strada a Parigi e Deauville, in Italia, in Inghilterra, in Egitto, ma soprattutto in Tunisia, dove decide di installarsi insieme alla moglie italiana, Elisabetta Barbellini. Qui, oltre a dedicarsi alla sua passione per la pittura, si circonda di musicisti dell’epoca, iniziando a suonare il qanun (uno strumento cordofono a 78 corde della tradizione classica araba, ndr) ed inizia ad interessarsi ai trattati musicali arabi del Medioevo.

il barone Rodolphe d'Erlanger, ritratto

Da lì l’idea di dare il via ad un progetto che prevedeva, tra le altre cose, la traduzione di questi trattati in lingua francese e la raccolta e la trascrizione dei repertori musicali della sua epoca. I suoi lavori e il suo interesse per la musica furono talmente importanti che il re d’Egitto Farouk lo incaricò dell’organizzazione del primo congresso sulla musica araba che si sarebbe tenuto dal 28 marzo al 3 aprile 1932. Per la pianificazione, Erlanger si valse dell’aiuto di musicisti tunisini ed orientali. Sfortunatamente le sue condizioni di salute non gli permisero di recarsi al Cairo per partecipare al Congresso e morì il 29 ottobre 1932. Grazie ai suoi collaboratori, furono pubblicati sei volumi sulla storia della musica araba: il primo mentre il Barone era ancora in vita, nel 1930, gli altri videro la luce postumi, nel 1935, 1938, 1939, 1949 e 1959. I suoi lavori costituiscono una fonte d’informazione fondamentale per i musicisti e i ricercatori e costituiscono un patrimonio per l’intera umanità.

Per quanto riguarda invece la costruzione del palazzo, avvenuta in poco più di dieci anni, Erlanger ha impiegato artigiani tunisini, marocchini ed egiziani per lavorare il marmo, lo stucco cesellato (“naqsh hadida”) e il legno scolpito o dipinto. Per le comodità tecniche (impianto elettrico, idraulico, riscaldamento), se ne sono occupati specialisti italiani e francesi. Il suo giardino a terrazze copre una superficie di cinque ettari, come richiedono le norme andaluse a cui il Palazzo si ispira. Una parte accidentata del terreno, che scende verso il mare, veniva utilizzata per poter fare delle passeggiate ed ammirare lo splendido paesaggio sottostante, dove l’azzurro del mare e del cielo si confondono l’uno con l’altro, contrastando con il verde della natura circostante. Il giardino è una perfetta riproduzione del paesaggio degli alberi abituali presenti a Sidi Bou Said: vi si trovano, tra gli altri, eucalipti, cipressi, agavi, piante d’aloe e d’acacia, olivi selvaggi.

L'ingresso del palazzo del Barone d'Erlanger - photo credits Giada Frana

Dal 1989 il palazzo diventa proprietà dello stato tunisino che lo classifica come monumento storico. Per rendere omaggio al contributo del Barone d’Erlanger alla promozione della musica araba, dal 1991 la casa ospita il “Centro di musica araba e mediterranea”, uno spazio musicale e d’animazione che, oltre all’organizzazione di eventi musicali, comprende una fonoteca nazionale e il museo di oggetti musicali e di oggetti d’arte. Dall’esterno il Palazzo, con i suoi muri bianchi e le finestre e le porte azzurre, come vuole la tradizione di Sidi Bou Said, introdotta proprio dal Barone, può trarre in inganno, ma appena si mette piede all’interno, non si può non rimanere affascinati dalla bellezza che ogni sua parte emana.

Ogni stanza è un mix di culture diverse, grazie ai materiali che la compongono e agli artigiani che vi hanno sapientemente lavorato. Dall’ingresso con una piccola fontana (ora inattiva), che spargeva il profumo per gli ambienti della casa, alla sala da pranzo, all’angolo dedicato alla lettura, alle sontuose camere da letto del Barone e della moglie, dedita al pianoforte, alla ricca biblioteca personale, fino all’hammam privato. Un percorso che porterà i visitatori fino al piccolo museo della musica, dove si possono trovare diversi strumenti musicali, tunisini e non, e i tomi dedicati alla musica di Erlanger.

Qui altre fotografie.

Il Palazzo e il suo museo sono visitabili:

dal 01/09 al 30/06 9.00 – 13.00 e 14.00 – 17.00
dal 01/07 al 31/08: 9.00 – 15.00
Durante Ramadhan: 8.00 – 14.00

Costo del biglietto d’ingresso: 5 dt intero, 2,5 dt ridotto + 2 dt con audioguida

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