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Tunisi, i corrispondenti stranieri in Nordafrica condannano le violenze delle forze dell’ordine verso i giornalisti

Durante le proteste del 14 gennaio a Tunisi, in Avenue Bourguiba, il corrispondente di Libération e Jeune Afrique, Mathieu Galtier, è stato aggredito violentemente dai poliziotti. L'associazione dei corrispondenti stranieri in Nordafrica denuncia un livello di violenza mai visto dal 2014

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COMUNICATO STAMPA – Tunisi, 15 gennaio 2022

L’associazione dei Corrispondenti Stranieri in Nordafrica (NAFCC) condanna le violenze esercitate dalle forze di sicurezza sui giornalisti che seguivano le manifestazioni del 14 gennaio 2022 nella capitale tunisina. Un livello di violenza mai visto dalla creazione della NAFCC nel 2014.

Il nostro collega Mathieu Galtier, corrispondente di Libération e Jeune Afrique in Tunisia, è stato aggredito violentemente da dei poliziotti mentre filmava un violento arresto in Avenue Mohamed V. Eppure si era identificato come giornalista, presentando l’accredito rilasciato dalle autorità tunisine, ma diversi poliziotti l’hanno sollevato e trascinato tra due camionette della polizia.

« Distante dalla manifestazione, mi hanno fatto rannicchiare a terra e mi hanno preso a calci. Uno di loro mi ha lanciato gas lacrimogeni a distanza ravvicinata. Durante questo lasso di tempo, ho detto loro che sono un giornalista. Sono riusciti a strapparmi il telefono e il mio accredito stampa ».

Dopo aver ricevuto le prime cure dai pompieri, è stato in seguito portato in un commissariato lì vicino, dove gli sono stati riconsegnati i suoi effetti personali. La carta memoria del suo telefono, sulla quale erano registrate le immagini e i video del suo reportage, gli è stata sequestrata. In ospedale, un medico ha constatato un’escoriazione di 10 centimetri di diametro sulla fronte, un ematoma al braccio destro, delle contusioni a livello della schiena, della parte superiore e addominale e un gonfiore al piede sinistro. Gli sono stati prescritti quindici giorni di riposo.

Mathieu Galtier ha dato prova di professionalità e la sua esperienza sul campo negli ultimi sei anni in Tunisia non è da dimostrare.

Condanniamo fermamente queste aggressioni, che non sono un caso isolato : un fotografo è stato manganellato e una videogiornalista è stata spinta e le è stato impedito di filmare.

Chiediamo alle autorità che venga aperta un’inchiesta.

Firmato : Associazione dei Corrispondenti Stranieri in Nordafrica (NAFCC)

Traduzione dal francese di Giada Frana

© Riproduzione riservata

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