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Narjes, 27 anni, vegetariana per scelta da cinque anni

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In occasione delle lezioni di Yasmine, la sua insegnante Afnen ed io facciamo sempre due chiacchiere alla fine. Per Ramadhan avevo preparato il Birchermuesli per mio marito: è una preparazione a base di fiocchi d’avena, frutta fresca e secca con latte e yogurt. Ci sono mille varianti, ma la ricetta originale è stata inventata dal Dr. Bircher, medico e nutrizionista svizzero. Da che ne ho memoria l’ho sempre mangiato, d’estate per cena, perchè è fresco ma saziante, c’è chi lo mangia a pranzo e chi a colazione, insomma una vera istituzione in Svizzera! Tutta fiera ne parlo ad Afnen e le dò una ciotolina da portare a casa da provare all’interruzione del digiuno. Lei mi parla della cugina vegetariana, mi racconta che prepara il porridge (simile al birchermuesli ma cotto) e così, incuriosita le chiedo di poterla intervistare. In tanti anni in Tunisia, conosco dei vegetariani e vegani, ma solo virtualmente su un gruppo facebook, mai conosciuto nessuno “in carne ed ossa”.

Ci accordiamo ed ecco davanti a me una giovane, determinata ragazza tunisina vegetariana. Mi colpisce subito il grande sorriso e la determinazione. Si chiama Narjes, ha 27 anni ed è programmatrice. Cominciamo la chiacchierata e gli occhi ci si velano di lacrime parlando degli allevamenti intensivi: mi dice che è vegetariana per etica, da cinque anni. La sua scelta è avvenuta in un difficile momento della sua vita, racconta che tutti pensavano fosse solo un attimo e poi sarebbe tornata “normale”. Fa sorridere, ma in Tunisia non lo trovano davvero normale… All’inizio del suo percorso era vegana, ma ha trovato davvero molte difficoltà a mantenere questo stile di vita e nonostante cerchi di usare pochi prodotti di origine animale, lo ha cambiato in vegetariano. Ricordiamo la differenza, i vegani non introducono nessun alimento di origine animale, mentre i vegetariani mangiano latte e derivati, uova e miele. Ognuno poi ‘cuce su di sè’ il proprio veganesimo, escludendo e includendo ciò che meglio crede.

Photo by Louis Hansel on Unsplash

Un giorno Narjes si reca con sua mamma a Tunisi e all’ora di pranzo vanno in un ristorantino gestito da una signora italiana, dove ordina una pizza vegetariana. Mi dice che all’epoca era vegetariana da due mesi e nella pizza sente un sapore di pesce, fa provare la pizza alla mamma che le conferma che ci sono delle acciughe. Chiamano la proprietaria e le chiedono se ci sono le acciughe: lei conferma dicendo che il sugo per la pizza si fa con quelle. Narjes dice alla signora che ha ordinato una pizza vegetariana perchè lei è vegetariana, la signora si mette a ridere e le risponde che in Tunisia i vegetariani non esistono…. A questo punto la domanda sorge spontanea, come hanno preso la sua scelta amici e parenti? I parenti non benissimo, alcuni si chiedono perchè non sia “normale” come loro! Gli amici invece non hanno nessun problema e con un gran sorriso dice che le sue cugine, quando escono insieme a mangiare qualcosa, ordinano un piatto vegetariano da condividere.

La difficoltà maggiore Narjes la riscontra negli inviti a pranzo o cena: solitamente nessuno prepara qualcosa di vegetariano per lei, per il resto dice che ci si può adattare bene se si esce a mangiare fuori, qualcosa si trova sempre. E per la festa del Sacrificio, avvenuta recentemente, Narjes non trova difficoltà a conciliare la tradizione religiosa: da anni i parenti non acquistano più il montone vivo, ma prendono la carne dal macellaio, per il giorno dell’Aid. Lei si prepara un piatto vegetariano e pranzano tutti assieme. Le chiedo come si organizza di solito i suoi pasti, mi racconta che durante la settimana fa colazione con il porridge, frutta fresca di stagione e caffè.A pranzo porta al lavoro del riso con un curry di legumi e la sera un’insalata di stagione con del seitan. Mentre nel fine settimana prepara i piatti tipici della cucina tunisina in versione vegetariana e sperimenta sempre nuove varianti, a volte aggiunge il seitan. Autoproduce le bevande vegetali di avena e riso, ma solo all’occorrenza perchè mi racconta che non è mai stata un’amante del latte per cui nessun cappuccino a colazione. Autoproduce il Seitan e cerca sempre nuovi spunti sul web.I suoi piatti preferiti sono la pizza e il brik

Photo by Anna Pelzer on Unsplash

A volte va a mangiare in ristoranti dove offrono una cucina vegetariana o vegana, dice che si mangia bene, ma i prezzi sono un po’ alti. Le piace andare da Oh.Em. Gee!, dove fanno una cucina stile asiatica, si trova a La Marsa. Essere vegetariani, uguale in quale forma, fa riflettere anche sullo stile di vita e si cerca di cambiare anche qualche abitudine, tipo l’uso della plastica, l’utilizzo di prodotti ecobio: anche Narjes presta attenzione ai suoi acquisti e non usa borse e scarpe di pelle. Questa giovane donna tunisina, sicura di sè, delle sue scelte trasmette a cui ha attorno una bellissima energia.

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