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Referendum Tunisia, in Italia 80 seggi aperti dal 23 al 25 luglio

In Italia, un'ottantina i seggi che saranno aperti dal 23 al 25 luglio, dalle 8.00 alle 18.00, in diverse città, per permettere al cittadini tunisini di votare per il Referendum sul progetto di Costituzione presentato da Kais Saied.

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I cittadini tunisini residenti in Italia sono 94 mila 246 (dato del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali al 1 gennaio 2021) ; i minori rappresentano il 28,5% della comunità. Anche loro sono stati chiamati alle urne per il Referendum sulla proposta di Costituzione di Kais Saied, che in Tunisia si svolgerà il 25 luglio. In Italia, un’ottantina i seggi che saranno aperti dal 23 al 25 luglio (all’estero i cittadini tunisini hanno più giorni per votare), dalle 8.00 alle 18.00, in diverse città, la cui macchina organizzativa è diretta dall’Irie, la cellula operativa dell’Isie, l’Istanza Superiore Indipendente per le Elezioni, nel Belpaese. Nel 2019 i tunisini che avevano votato per le elezioni presidenziali erano stati 7.633 (87,58 per Kais Saied e 12,42 per Nabil Karoui).

« Settimana scorsa si è chiusa la possibilità di iscriversi alle liste elettorali per votare – spiega Ramzi Harrabi, presidente dell’Irie -. La macchina organizzativa funziona come per le votazioni italiane ; in ogni seggio ci sono tre persone : un presidente e due membri, che controllano l’identità dei votanti e spiegano come fare. Personale selezionato attraverso delle candidature. Se a quest’ultime non partecipa nessuno, vi è la chiamata diretta. Ci sono dei coordinatori regionali, che formano i vari presidenti dei seggi, i quali a loro volta formano gli scrutatori. Si spiega la modalità di gestione del seggio, la gestione di eventuali conflitti, l’accredito di eventuali osservatori e così via. Si spiega la differenza tra il dare un’opinione personale e lo spiegare il funzionamento della votazione. Le schede per la votazione sono spedite dalla Tunisia e verranno custodite in luoghi protetti fino ai giorni delle votazioni. Lo spoglio avverrà il 25 luglio alle 18.00 e poi verranno comunicati i dati alla sede tunisina per elaborarli ».

« In questo periodo stiamo assistendo a delle tifoserie attorno a questo referendum, c’è chi è pro e chi contro – aggiunge –. Molti appellano al boicottaggio. Meglio andare alle urne e lasciare la scheda bianca. E’ importante che tutto passi attraverso il voto. Bisogna entrare in quest’ottica : spesso la gente si lamenta, ma quando ha la possibilità di cambiare qualcosa, non agisce. Le persone devono capire che chi vuole un cambiamento, non si fa né sui social network, né usando la violenza. Bisogna sfruttare lo strumento democratico, ossia le urne, per essere parte attiva. Il voto è un diritto, ma anche un dovere ».

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