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Sfax, famiglia sgozzata: l’omicida è il figlio della coppia, non dei migranti irregolari

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Nella notte tra mercoledì 7 e giovedì 8 giugno, tre persone di una stessa famiglia, tra cui una bambina di 10 anni, sono state ritrovate sgozzate, in un dramma che ha scosso la città di Sfax. Le vittime sono state pugnalate a più riprese e sgozzate. I corpi sono stati scoperti dal figlio, diventato poi il principale sospettato. 

Le vittime di questo crimine abominevole, riporta il quotidiano Webdo, sono un padre di 60 anni, ex funzionario STEG in pensione, sua moglie di 52 anni, insegnante in una scuola media della regione e la loro figlia di 10 anni. Il giudice incaricato delle indagini ha emesso un mandato di perquisizione contro il figlio della vittima e di un suo amico. Sono accusati di omicidio volontario, ha fatto sapere il procuratore della Repubblica e portavoce del tribunale di prima istanza a Sfax 2, Hichem Ksibi. 

Sono apparsi davanti al giudice per essere ascoltati a proposito di questo crimine, sapendo che delle prove hanno portato all’accusa di omicidio volontario con premeditazione contro il figlio e che l’arma del crimine è stata ritrovata a 100 metri dal domicilio famigliare. Il procuratore ha respinto le informazioni rilasciate secondo le quali i colpevoli sarebbero dei migranti irregolari e non il figlio delle vittime e il suo amico.

In una dichiarazione alla TAP, Hichem Ksibi ha escluso che la giustizia abbia rimesso in libertà i sospettati, affermando che le ricerche sono in corso, sulla base di prove in possesso del giudice, che ha ordinato un mandato di perquisizione contro i due giovani. Quest’ultimi sono stati incarcerati preventivamente dallo scorso 12 giugno. 

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