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Tunisia: come comportarsi in caso di un lutto

In Tunisia, in caso di un lutto, c'è un protocollo di regole da seguire. Kyra Ferrari Fitouri racconta la sua esperienza

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Per chi leggesse da poco la mia rubrica, ricordo che ciò che riporto sono esperienze di vita personali, che ho vissuto in prima persona e possono divergere dalle esperienze fatte da altre persone. Fatta questa piccola premessa, dopo averci riflettuto a lungo, ho deciso di condividere la mia ultima esperienza, che mi ha fatto sentire veramente in imbarazzo.

Da poco tempo la famiglia di mio marito ha subito un lutto. Per me è stata la prima volta che mi sono confrontata con la perdita di un familiare: non credevo di imbattermi in un protocollo di regole da seguire e nessuno si è preoccupato di spiegarmelo. Siccome sono visibilmente non tunisina, mi si perdonano le eventuali mancanze, ma questo per me non è accettabile. Vivo qui, mi informo costantemente su usi e costumi da seguire nelle diverse circostanze che devo affrontare e per la maggior parte dei casi mi adeguo e cerco di fare del mio meglio. Soprattutto non tollero l’eventualità di mancare di rispetto a qualcuno e di offenderlo (sempre inteso su usi e costumi).

Torniamo al nostro racconto: il funerale è avvenuto di domenica, sapevo che l’accompagnare la salma per la sepoltura è solo per gli uomini e io non sono andata in quel giorno, ma sono andata a far visita alla vedova tre giorni dopo. Ho trovato molta gente, gli uomini e le donne separate. Le donne erano veramente tante, il tavolo in mezzo al piazzale continuava ad essere rimboccato di nuovi piatti con couscous e altro cibo, ma personalmente non avendo mangiato non posso raccontare esattamente cosa ci fosse oltre al couscous. Come frutta le arance. Alle persone sedute sulle sedie in un grande cerchio,veniva servito il thè.

Durante questi giorni di visita, chi si reca a fare le condoglianze deve prestare attenzione all’abbigliamento, che deve essere molto sobrio: niente trucco nè profumo. Per un caso fortunato ero senza trucco, il profumo invece lo avevo, ma era discreto e nessuno ha detto nulla. Onestamente come fossi vestita non lo ricordo, ma sicuramente nulla di particolarmente vistoso. Terminata la visita sono tornata a casa.

Arriva il giorno dell’Aid (la festa di fine Ramadan), di solito i parenti di mio marito si riuniscono a casa del loro papà per scambiarsi gli auguri. Quest’anno mi dicono che nel primo pomeriggio si fa visita alla vedova perchè lei non verrà. Bene, nessun problema, non mi interrogo sul motivo, dò quasi per scontato che il dolore è ancora troppo forte e non se la sente. Il campanello d’allarme avrebbe dovuto farmelo scattare il fatto che anche mio suocero si è recato da lei, ultimamente è stato poco bene, il fatto che si spostasse avrebbe dovuto avere un significato. Per l’Aid ci si veste “a festa”, di solito tralascio questo dettaglio, invece, proprio quest’anno ho deciso di agghindarmi con poca sobrietà: trucco, parrucco, profumo e brillantini… della serie non ci facciamo mancare niente!

Arriviamo a casa della vedova, il primo pensiero è stato, ma quanta gente che c’è! Essendo una casa araba una stanza è gremita di signore sedute sui materassi per terra. Mi fanno accomodare e io vado vicino ai parenti di mio marito. Le signore, la maggior parte indossa la jebba, le altre sono in tuta. Dire che mi sento un tantino in imbarazzo e decisamente fuori luogo è dire poco. Ma nessun dubbio mi passa per la testa: penso semplicemente che non si sono ancora preparate per l’Aid. Restiamo un’ oretta abbondante e poi si rincasa. In auto si chiacchiera del più e del meno con le mie cognate, mio marito e mia figlia. Arrivati a casa andiamo a casa di mio suocero, che nel frattempo era già tornato.

Ci sediamo, mia cognata si gira e mi dice, ma come mai sei venuta con il trucco al 40esimo giorno del morto? Io non capisco a cosa allude. Così mi spiega che dopo 40 giorni dalla morte della persona ci si riunisce di nuovo. Le donne non si depilano, non si truccano, non mettono profumo e soprattutto si vestono in modo sobrio. Ah ecco…. Insomma la mia cascata di Chanel n°5, i brillantini, unghie delle mani e dei piedi con smalto rosso fuoco, dopo otto mesi che non mettevo lo smalto sulle mani il trucco, diciamo che non sono stati una buona idea e in quel momento mi sento malissimo. Le dico, ma perchè non me lo hai detto subito quando siamo venuti a prenderti? Ma tu sei straniera e lo sanno che non lo sai, replica. Lei mi confida che la guardavano male perchè ha fatto la ceretta ai baffetti sopra le labbra. Ok, non oso pensare che bella figura ho fatto io. Alla sera mi sono confidata con due amiche ed una ha detto che ho fatto la figura della straniera che ignora le tradizioni! Ha ragione, me ne sono vergognata così tanto. Della mia esperienza fatene tesoro ed eviterete la mia stessa brutta figura!

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