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Il Capodanno islamico in Tunisia: il Festival dei Pupi di zucchero e le tradizioni di Nabeul

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Il Capodanno islamico (Egira) è stato celebrato quest’anno il 16 giugno, in commemorazione della migrazione del profeta Muhammad dalla Mecca a Medina. In Tunisia le tradizioni legate a questa ricorrenza sono ancora vive e costituiscono una parte importante del patrimonio culturale immateriale del Paese. Le modalità dei festeggiamenti variano da una città all’altra, riflettendo la ricchezza e la diversità delle tradizioni locali. Secondo le usanze tunisine, dopo la Festa del Sacrificio le famiglie conservano una parte della carne per alcuni giorni facendola essiccare. I metodi di conservazione differiscono però a seconda delle regioni: alcune utilizzano diverse spezie per insaporirla, mentre a Nabeul si predilige il sale. Questa scelta è legata alla preparazione del couscous tradizionale, che viene servito senza spezie aggiunte alla carne.

Ho avuto l’opportunità di assistere personalmente alle celebrazioni di Nabeul, le cui tradizioni sono tra le più note e apprezzate del Paese, tramandate e condivise da generazioni di tunisini. Il 16 giugno ha infatti preso il via, presso Dar Nabeul, il Festival dei Pupi di Zucchero. Il programma, durato fino al 17 giugno, ha compreso attività dedicate ai più piccoli, tra cui un laboratorio di colorazione, oltre a workshop artigianali sulla realizzazione dei tradizionali pupi di zucchero. L’iniziativa è stata organizzata dall’Associazione per la Salvaguardia del Patrimonio di Nabeul, impegnata nella valorizzazione e nella trasmissione del patrimonio culturale della città.

Il Festival dei Pupi di Zucchero celebra e preserva una tradizione multiculturale

Questo evento mira a preservare il patrimonio popolare e gastronomico della regione, sostenendo gli artigiani impegnati nella realizzazione dei celebri pupi di zucchero. Alla manifestazione erano presenti diverse autorità della regione di Nabeul, tra cui la governatrice di Nabeul, Hana Chouchani, e Anouar Marzouki, vicepresidente dell’Assemblea dei Rappresentanti del Popolo, insieme a numerosi rappresentanti di associazioni e istituzioni impegnati nella valorizzazione del patrimonio storico e culturale locale. Nel corso dell’evento abbiamo inoltre incontrato Anis Lassoued, regista del documentario “Le Poupées de sucre de Nabeul”, realizzato nel 2005 tra Nabeul e la Sicilia, un’opera che mette in luce i legami culturali e le tradizioni condivise tra le due sponde del Mediterraneo.

L’evento ha ospitato anche un workshop didattico dedicato ai bambini, che hanno partecipato ad attività di colorazione dei pupi di zucchero, e un laboratorio artigianale condotto da Saber, maestro artigiano del settore. Durante il laboratorio, Saber ha illustrato e mostrato concretamente le diverse fasi della realizzazione dei tradizionali pupi di zucchero. Gli organizzatori dell’evento hanno offerto ai partecipanti un tradizionale couscous con kaddid, una delle più antiche tecniche tunisine di conservazione della carne. Solitamente preparato con carne di agnello o di vitello, il kaddid viene salato, insaporito con spezie e lasciato essiccare al sole. Per l’occasione, il couscous era arricchito con frutta secca e zibibbo, creando un delicato equilibrio tra sapori dolci e salati, tipico della tradizione gastronomica di Nabeul e delle celebrazioni del Capodanno islamico.

Storie, tradizioni e incontri culturali: un patrimonio che ci unisce

I pupi di zucchero di Nabeul rappresentano una delle tradizioni più emblematiche della Tunisia. Numerosi racconti e testimonianze ne tramandano le origini. Secondo lo storico Anouar Marzouki, questa tradizione risale all’epoca fatimide, intorno al 969. Sarebbe stata introdotta in Sicilia durante il periodo della dinastia dei Kalbiti e, successivamente, reintrodotta a Nabeul dai Siciliani. Questa circolazione di usanze e saperi tra le due sponde del Mediterraneo testimonia gli intensi scambi culturali che, nel corso dei secoli, hanno contribuito a plasmare il patrimonio comune della Sicilia e della Tunisia. Gli abitanti di Nabeul continuano a custodire questa antica tradizione dai sapori mediterranei. I pupi di zucchero adornano il “methred”, un grande piatto di ceramica decorata, colmo di dolciumi, frutta secca.  Queste figure, realizzate con zucchero colato e modellate in forme tradizionali — come donne, cavalieri, animali — rappresentano uno degli elementi più caratteristici del patrimonio culturale e artigianale della città.

I nostri amici siciliani ci hanno raccontato che, da bambini, attendevano con entusiasmo l’arrivo dei pupi di zucchero in occasione della Festa dei Morti. In Sicilia, infatti, queste tradizionali figure di zucchero vengono ancora oggi donate ai più piccoli il 2 novembre. Raffigurano dame e cavalieri dai colori vivaci, avvolti in una carta trasparente che ne valorizza l’aspetto festoso. Secondo alcune interpretazioni, tali figure richiamano i cavalieri dell’Opera dei Pupi, una delle più celebri espressioni della tradizione popolare siciliana. La presenza di questa usanza sia in Sicilia sia a Nabeul rivela l’esistenza di profondi legami storici e culturali tra le due sponde del Mediterraneo. Attraverso simboli, racconti e tradizioni tramandati di generazione in generazione, si conserva una memoria condivisa che continua ancora oggi a favorire il dialogo e l’incontro tra culture diverse.

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