Tra maglie da collezione e album Kawarji: il calcio, ponte eterno tra Italia e Tunisia
È un viaggio nel tempo e nelle emozioni quello che si è aperto a Tunisi martedì 23 giugno. Presso la Maison des Arts del Belvédère, l’Istituto Italiano di Cultura ha inaugurato una mostra fuori dal comune: "Storie di Calcio tra l’Italia e la Tunisia". Decisa già diversi mesi fa, questa retrospettiva celebra due nazioni di riferimento nei rispettivi continenti, unite da molto più della semplice geografia mediterranea.
È un viaggio nel tempo e nelle emozioni quello che si è aperto a Tunisi martedì 23 giugno. Presso la Maison des Arts del Belvédère, l’Istituto Italiano di Cultura ha inaugurato una mostra fuori dal comune: “Storie di Calcio tra l’Italia e la Tunisia“. Decisa già diversi mesi fa, questa retrospettiva celebra due nazioni di riferimento nei rispettivi continenti, unite da molto più della semplice geografia mediterranea.
Fin dal vernissage, l’atmosfera è stata delle più cordiali, immersa in una dolce convivialità e nella nostalgia. Si incrociavano diverse generazioni di tifosi intenti a scambiarsi ricordi gloriosi che hanno attraversato i confini, dai Mondiali dell’82 alla finale di Berlino 2006, passando per la Coppa d’Africa (CAN) 2004. La cerimonia si è svolta sotto la direzione di Marco Ferrero, alla presenza dei rappresentanti dell’Ambasciata d’Italia, dell’Istituto Italiano di Cultura e del Comitato Nazionale Olimpico Tunisino. Questa sinergia istituzionale e sportiva sottolinea la portata diplomatica e culturale di questo ponte mediterraneo.
La RAI, la migrazione e il “Calcio” come seconda lingua
I vivaci dibattiti che hanno scandito la visita hanno permesso di decifrare questo legame. In che modo il calcio italiano ha plasmato l’immaginario tunisino? Gli storici e i giornalisti presenti hanno ricordato il ruolo preponderante della RAI e delle trasmissioni televisive che, ben prima dell’era dello streaming, facevano entrare il Calcio nei salotti tunisini. Ma al di là degli schermi, è la storia delle persone ad essere stata messa in luce. Le onde televisive hanno trasportato i colori del Milan, della Juve o dell’Inter fino ai quartieri di Tunisi e Sfax. Il calcio è diventato una lingua universale, un codice culturale condiviso che permette a due popoli appassionati del pallone di ritrovarsi intorno alla stessa passione e alle figurine che ne ritraggono gli eroi.
Un’aria comune cantata da due popoli
Più che uno sport, il calcio è un’aria comune che tunisini e italiani intonano e cantano con lo stesso fervore. Un quadro vivente, uno spettacolo che i due popoli amano seguire e immaginare, domenica dopo domenica. Questa passione condivisa si legge negli sguardi, si ascolta nei cori dei tifosi che risuonano da una parte all’altra del Mediterraneo, e si vive in quei momenti di grazia collettiva in cui un intero popolo trattiene il respiro.
Da Maldini alle Aquile di Cartagine: il museo delle emozioni
Tra i quadri di artisti che catturano la gestualità dei giocatori, le vetrine hanno fatto battere i cuori. I visitatori hanno potuto ammirare cimeli rari da collezione, come la maglia di Paolo Maldini, testimone di Euro 2000, accostata alle storiche divise della nazionale tunisina. Un cenno al presente ricorda, d’altronde, che questo legame nell’abbigliamento sportivo non si è mai interrotto: anche la nazionale tunisina è vestita da uno sponsor tecnico d’oltralpe, l’italiana Kappa. Come se la maglia, ben oltre il semplice tessuto, fosse una seconda pelle condivisa tra le due nazioni, prolungando questa storia comune fino ai campi da gioco di oggi.
Calciatori e Kawarji: 65 anni di immagini che raccontano il gioco
Il pezzo forte della mostra risiedeva forse nello spazio dedicato alla cultura popolare e all’infanzia: il collezionismo. Quest’anno l’album Calciatori festeggia i suoi 65 anni. Primo album dedicato ai giocatori della Serie A, ha segnato la storia del campionato di calcio italiano. Il linguaggio visivo del calcio si dispiega prendendosi il suo tempo, di immagine in immagine, di competizione in competizione. Ogni figurina incollata è una pietra aggiunta all’edificio di una memoria collettiva. La mostra ripercorreva così la storia di questi album, dal mitico oggetto d’importazione agli adattamenti locali. Impossibile ignorare l’emozione suscitata dalla presentazione dell’album “Kawarji” (calciatore di talento). Sfogliare quelle pagine significava ritrovare l’odore della colla, il brivido della figurina mancante e l’orgoglio di vedere gli eroi locali immortalati accanto alle star internazionali, il tutto completato dagli album che ripercorrono il cammino della Tunisia e dell’Italia nelle grandi competizioni.
Un luogo di memoria accessibile a tutti
Questa mostra vuole essere molto più di una semplice esposizione: è un luogo di memoria, un vero e proprio museo del calcio accessibile a chiunque. Qui non ci sono barriere, ma solo la passione per il gioco che unisce. La mostra “Storie di Calcio tra l’Italia e la Tunisia” proseguirà fino al 23 luglio presso la Maison des Arts del Belvédère. Un invito a rivivere, o a scoprire, questi momenti di grazia condivisa in cui il calcio supera lo sport per diventare poesia popolare.
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