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Mezianissimi di Fahmi Selmi: “Racconto la diaspora tunisina nel mondo intero”

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L’idea è nata quasi per caso: un giorno, mentre passeggiava per la città di Livorno con la telecamera tra le mani, ha sentito parlare dei connazionali, e ha deciso di intervistarli: il video è diventato virale e da lì ha cominciato ad intervistare i tunisini in giro per il mondo, per raccontare le loro storie e mostrare l’altro volto della migrazione. Fahmi Selmi, di Torino, tecnico informatico, è diventato così YouTuber con un seguito di più 565 mila followers su Facebook, di 47 mila iscritti su YouTube, 94 mila follower su TikTok, più di 62 mila su Instagram. Sulle sue pagine social, “Mezianissimi”, racconta la bellezza delle persone che incontra e intervista: “Mezian” significa infatti “bello”. Lo avevamo intervistato tempo fa assieme a sua moglie Silvia Gamba, quando ancora questa non era la sua attività principale. 

Inizialmente Selmi ha intervistato amici e conoscenti a Torino, poi man mano le persone hanno cominciato a contattarlo spontaneamente, da altre città e addirittura da altri Paesi e così via: Italia, Svezia, Francia, Belgio, Portogallo, Spagna, Grecia, Ungheria, Danimarca, Turchia, Qatar per i mondiali di calcio alcune delle mete. Tra le ultime esperienze, anche la partecipazione a una traversata storica in barca da Genova fino a Tabarca in Tunisia, “Sulla rotta del corallo”.

La partecipazione alla traversata “Sulla rotta del corallo”

Diverse le storie raccontate, in lingua tunisina:  “Un signore arrivato in Italia 20 anni fa, su un barcone: non lavorava, seguiva strade sbagliate, poi è rientrato in Tunisia. E’ ritornato in Italia a 50 anni, ora è regolare, ha documenti, lavora come pescatore, è molto contento. La sua storia è anche una sorta di monito per chi pensa di partire irregolarmente per l’Italia: se si intraprende la strada sbagliata si rischia di non concludere nulla. Un altro signore, ora agricoltore, ma che prima di riuscire ad avviare la sua attività ha lavorato in diversi campi, fino a diventare giardiniere e adesso ha avviato un progetto con cui produce olive e peperoncino”. Tante anche le donne tunisine sposate con italiani che si raccontano: “Un’insegnante di arabo a Bergamo, che ha fatto fatica ad integrarsi. Nella palazzina dove abita, molto silenziosa, i vicini di casa la salutavano a malapena. Un giorno ha portato loro del cibo tipico tunisino, brik e cous cous, ed è riuscita a rompere il ghiaccio e a fare amicizia. Un’altra signora a Milano, si sentiva sola, lontana dalla famiglia, soprattutto dopo la nascita del primo figlio, un momento delicato dove in Tunisia la neo mamma viene aiutata da tutti i parenti. Non c’è un profilo particolare: intervisto chiunque, dallo studente al lavoratore, da chi è appena arrivato nel Paese a chi è lì da anni, uomini e donne di qualsiasi età”.

Fahmi Selmi riceve, nel 2022, un riconoscimento per il lavoro di informazione sulla diaspora tunisina da parte dell’allora ambasciatore di Tunisia in Italia Moez Sinaoui

Oltre alle interviste, Selmi fa anche vlog, mostrando le città in cui si reca sotto diversi aspetti: “Ad esempio visito i supermercati locali per mostrare i prezzi e i vari prodotti, mi reco nelle attrazioni del luogo e nei vari locali dove si può gustare del cibo tipico. Una sorta di video guida, con consigli per chi vuole visitare queste destinazioni”.  E conclude: “Le persone si sono stufate di leggere di immigrati solo nei fatti di cronaca negativi. Intervisto chi è riuscito ad integrarsi, lavora, ha aperto un’attività, e può dare anche consigli su come ce l’ha fatta. Il format è semplice: non appaio nei video, se non raramente, la persona intervistata è la star del giorno, è al centro dell’attenzione. E’ una sorta di riconoscimento del suo percorso di immigrazione. I dialoghi sono spontanei: lascio raccontare ognuno a suo modo, ed è anche questo aspetto che ha aiutato a mandare avanti il progetto e fare in modo che sia sempre più riconosciuta la sua importanza”.

© Riproduzione riservata 


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