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Sguardi plurali, il concorso fotografico per le seconde generazioni

Il concorso si rivolge ad autrici e autori con età inferiore ai 35 anni, nati all’estero e immigrati in Italia o nati in Italia da almeno un genitore di origine straniera. Seconde generazioni, migrazioni, pluralità culturale e sociale i temi al centro del concorso

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COMUNICATO STAMPA

Seconde generazioni, migrazioni, pluralità culturale e sociale. Sono questi i temi al centro del concorso fotografico SGUARDI PLURALI, promosso da FIERI insieme alla Società Umanitaria di Carbonia e in collaborazione con CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia.

L’obiettivo di SGUARDI PLURALI è creare una raccolta di testimonianze e racconti del quotidiano che sappiano fare emergere la pluralità culturale e sociale contemporanea italiana, attraverso l’uso del linguaggio fotografico. In un presente in cui immagini fotografiche e video plasmano come mai prima gli immaginari collettivi e la pubblica opinione, temi come la migrazione non sono mai raccontati da chi vive o ha vissuto un’esperienza di migrazione a livello personale o famigliare.

Per dare centralità a questo punto di vista ignorato, SGUARDI PLURALI cerca storie che nascono da giovani con un retroterra migrante: è infatti dedicato a loro il bando di SGUARDI PLURALI, che si rivolge a autrici e autori con età inferiore ai 35 anni, nati all’estero e immigrati in Italia o nati in Italia da almeno un genitore di origine straniera. La scadenza, inizialmente prevista per l’11 luglio, è prorogata al 29 agosto 2021. Le candidate e i candidati dovranno inviare un progetto composto da dieci immagini e ambientato in Italia, che potrà riguardare molteplici ambiti della quotidianità, in cui emerga la pluralità culturale e sociale contemporanea

lavoro dell’artista Délio Jasse, membro della giuria di Sguardi Plurali, tratta dalla serie “Pontus” del 2012

Le opere saranno giudicate da una giuria composta da: Pietro Cingolani (antropologo, Università di Bologna e FIERI), Monica Poggi (curatrice di CAMERA, Torino), Annalisa Frisina (sociologa visuale, Università di Padova), Mariagiulia Grassilli (antropologa, Università di Bologna e direttrice del Festival Human Rights Nights), Délio Jasse (fotografo e videoartista), Suranga Deshapriya Katugampala (fotografo e videoartista) e Andrea Tinterri (Curatore e critico d’arte contemporanea per la Società Umanitaria). La giuria assegnerà tre premi ai primi classificati, rispettivamente del valore di 2000 euro, 1000 euro e 500 euro. Qui il modulo per partecipare e il regolamento completo.

Le opere selezionate saranno raccolte in una mostra itinerante la cui prima esposizione sarà a Carbonia a partire dal 7 ottobre 2021 nell’ambito della manifestazione How to film the world, rassegna legata al Carbonia Film Festival. A Carbonia saranno inoltre annunciate le opere vincitrici.
La mostra sarà successivamente esposta a Bologna (autunno 2021), Torino (inverno 2021), Milano (primavera 2022). I lavori premiati, accompagnati da una selezione di immagini dagli altri lavori partecipanti, saranno inoltre presentati sul sito di FIERI.

Sguardi Plurali è un progetto ideato da FIERI, che dal 2001 si occupa di studiare i fenomeni migratori attraverso un approccio interdisciplinare, e promosso insieme a CSC Carbonia della Società Umanitaria – La Fabbrica del Cinema, che dal 1999 organizza il Carbonia Film Festival dedicato al tema del lavoro e della migrazione, ed è in collaborazione con CAMERA – Centro Italiano della Fotografia.

L’immagine guida del concorso è un lavoro dell’artista Délio Jasse, membro della giuria di Sguardi Plurali, tratta dalla serie “Pontus” del 2012 e declinata in varie angolazioni.
Tra i giovani fotografi più interessanti del panorama internazionale, Délio Jasse ha esposto le sue opere in numerose mostre personali, e ha inoltre rappresentato l’Angola, il proprio paese, alla 56esima Biennale di Venezia. Il lavoro di Jasse, da sempre orientato alla sperimentazione, riflette in particolare sul concetto di memoria utilizzando spesso immagini trovate in album di famiglia o passaporti che custodiscono il racconto di vite passate.

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