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“Tabarchini, la storia del mare che unisce”: il docufilm di Habib Mestiri su Tabarka e l’Italia

L'ultimo lavoro del regista Habib Mestir è un docufilm di 70 minuti girato tra Italia, Spagna e Tunisia: si narra l'epopea di Tabarka, i cui abitanti sono perlopiù di origine ligure, emigrati in Tunisia nel 1500.

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Si chiama “Tabarchini, la storia del mare che unisce” ed è l’ultima creazione del regista Habib Mestiri, presentato in prima visione lo scorso 30 novembre presso la Cinémathèque della Cité de la culture a Tunisi. Il lavoro di Mestiri è un docufilm creativo della durata di 70 minuti, girato in vari luoghi tra l’Italia, la Spagna e la Tunisia stessa. Ed è una storia davvero intrigante: narra l’epopea di Tabarka, cittadina a nord del Paese al confine con l’Algeria, e dei suoi abitanti, per l’appunto i Tabarchini, una popolazione in larga parte di origine ligure emigrata in Tunisia nel 1500. La ragione dell’espatrio fu specifica: il re Carlo V, nel 1544, firmò un trattato con l’autorità locale, il Bey tunisino Moulay Hassan, grazie a cui fu concesso al sovrano di far popolare le coste e alcune roccaforti da cittadini del suo regno come contropartita per la liberazione di un corsaro turco. Ecco perché un gruppo di pescatori di Pegli venne individuato dai signori locali, i genovesi Lomellini, partì e insediò l’isola (che ora è una penisola) di Tabarka, per dedicarsi, grazie a una concessione esclusiva, alla pesca dei coralli.

A sottolineare il valore culturale del lavoro è anche l’Ambasciatore italiano a Tunisi Lorenzo Fanara, tra i protagonisti della storia narrata da Mestiri, prodotta grazie al sostegno dei ministeri della cultura italiano e tunisino, l’ufficio nazionale del turismo tunisino e l’Istituto italiano di cultura. Perché gli italiani tabarchini rappresentano un esempio eminente di convivenza di culture, di dialogo e di conservazione di tradizioni. Nonostante le vicissitudini storiche abbiano portato, poi, quella comunità alla diaspora: difatti, a metà del 1700, si esaurì il corallo e buona parte degli abitanti di Tabarka fu costretta a emigrare di nuovo, in cerca di nuove occasioni di lavoro e di commercio. Alcuni si trasferirono in Sardegna (nel comune di Carloforte, difatti, tuttora si parla un dialetto molto simile a quello dei tabarchini, con numerosi termini arabi), altri ad Alicante in Spagna.

La locandina del docufilm

Quelli che rimasero in Tunisia, sfruttarono altre opportunità di scambio e di affari commerciali, rinsaldando i legami tra l’Italia e la Tunisia, grazie anche al bilinguismo. I tabarchini, essendo nati in un mondo e cresciuti in un altro, misero insieme alcuni usi, idee e parole di entrambe le realtà e diedero vita a un esperimento sociale e culturale interessantissimo, tuttora valido nonostante la presenza italiana si sia andata, col tempo, disperdendo. Per i tabarchini esiste un progetto di conservazione dell’identità, un percorso museale finanziato dalla regione Sardegna per portare sul digitale la cultura nata e sviluppatasi, ciascuna con le sue peculiarità, nelle cinque comunità di origine: Pegli, Tabarka, Carloforte, Calasetta e Alicante.

L’eredità di Tabarka è un esempio di quanto lo scambio tra culture del Mediterraneo possa arricchire la società, ed è anche la ragione per la quali il docufilm sostiene la richiesta di valutazione, da parte dell’Unesco, dell’inserimento della città nel patrimonio culturale protetto dall’organismo internazionale. Perché quella storia continui a essere raccontata, quella lingua difesa e quella cultura di condivisione protetta.

© Riproduzione riservata

Trailer del documentario «Il mare che unisce. L’epopea dei tabarkini» di Habib Mestiri

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1 Commento
  1. Angelo Martinengo dice

    Gentili Signore e Signori, (23.03.22)

    Oggetto: Tunisia-Genova Film sulla via del Corallo “Tabarca, la storia del mare che unisce”. Futura Tv satellitare Mediterranea? (A. Martinengo)

    Bellissimo il Vs. Trailer del Documentario «Il Mare Che Unisce. L’epopea Dei Tabarkini» Di Habib Mestiri.

    Domenica 20 Marzo 2022, sono stato invitato dal Console di Tunisia a Genova, alla visione alla Sala Sivori di Genova, della prima nazionale del Film “Tabarca, la storia del mare che unisce”.
    Ho ripensato ad un recente progetto di Tv satellitare itinerante per tutto il Mediterraneo: “Biblomed 24 – Stella del Mediterraneo”, e ieri ho scritto l’articolo che segue che è stato già pubblicato nella mia rubrica “Container World” da FarodiRoma (Vaticano) Quotidiano Online internazionale.

    https://www.farodiroma.it/tunisia-genova-film-sulla-via-del-corallo-del-regista-habib-mestiri-tabarca-la-storia-del-mare-che-unisce-futura-tv-satellitare-mediterranea-a-martinengo/

    Cordiali saluti e “…Buon Vento 2022” anche allo stimato regista Habib Mestiri (del quale non conosco ancora l’indirizzo eMail).
    Angelo.
    ____________________
    Angelo Martinengo.
    Giornalista Senior, “Container World”, Faro di Roma (Vaticano)
    “Ideatore della moderna pubblicità digitale mobile con container marittimi”
    Ambasciatore di Genova nel Mondo – Incaricato Onorario – nominato dal Sindaco di
    Genova Marco Bucci, il 12 Ottobre 2018 – Comune di Genova, Liguria, Italia.
    eMail: ,

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