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Tunisia : appropriazione dei poteri da parte della presidenza : una deriva senza precedenti

Diciotto associazioni nazionali e internazionali della società civile tunisina denunciano, in un comunicato stampa congiunto, il decreto presidenziale di Kais Saied del 22 settembre, definendolo « un primo passo verso l'autoritarismo » e sottolineando la mancanza di una strategia per far uscire il Paese dalla crisi economica che lo attanaglia.

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TUNISI, 25 SETTEMBRE 2021 – COMUNICATO STAMPA

La promulgazione, il 22 settembre, del decreto presidenziale n° 117 abrogante implicitamente l’ordine costituzionale in Tunisia costituisce un primo passo verso l’autoritarismo. Questa svolta minaccia i diritti umani e le aspirazioni democratiche del popolo tunisino.

Pur riconoscendo i limiti del sistema politico attuale reso possibile dalla Costituzione del 2014, chiediamo che qualsiasi riforma di questo sistema venga svolta nel pieno rispetto dell’ordine costituzionale, in particolar modo del principio di separazione dei poteri e della garanzia delle libertà e dei diritti umani.

Qualunque sia il bisogno di ripensare il sistema politico e di riformare la Costituzione del 2014, queste riforme non possono essere dettate unilateralmente dal potere presidenziale senza un dibattito pluralista e un controllo effettivo.

Secondo il decreto n° 117, la Costituzione del 27 gennaio è stata sospesa ad eccezione del preambolo e dei primi due capitoi che riguardano le disposizioni generali e i diritti e le libertà. Le disposizioni transitorie danno al Presidente della Repubblica solo la prerogativa di legiferare in tutti i campi di cui si occupano le leggi organiche, libertà e diritti umani, l’bertà d’informazione e di stampa, libertà di associazione e dei partiti politici, diritto sindacale, diritti elettorali, libertà di manifestare pacificamente, statuto personale, organizzazione della giustizia e della magistratura, organizzazione degli ordini professionali così come il loro finanziamento, organizzazione delle forze di sicurezza interne e della dogana, potere locale e legge organica per il budget.

Va ancora oltre e permette di invertire la regola universale di supremazia della Costituzione accordando ai decreti legge un valore superiore alla Costituzione poiché anche i capitoli che ha mantenuto nella Costituzione, sono rispettati sono nel caso in cui non contravvengano le misure eccezionali e i decreti legge che ha adottato.

La Costituzione non è più una fonte delle leggi. Non è possibile nessun ricorso contro i decreti presidenziali. Inoltre anche l’istanza provvisoria del controllo della costituzionalità delle leggi è stata sospesa.

L’esercizio del potere esecutivo rimane al Presidente dela Repubblica assistito da un governo costituio da ministri che lui può rimuovere e da ministri che può licenziare. Presiede il consiglio dei ministri e può delegare questa prerogativa a un capo di governo da lui nominato. Tutti questi poteri sono conferiti alla Presidenza senza limitazioni di tempo.

Per concludere, per quanto riguarda la road map, il Presidente, in virtù delle disposizioni del decreto legge, è incaricato nel procedere alle riforme politiche, con l’aiuto di una commissione, con l’obiettivo di sviluppare un « vero e proprio regime democraticonel quale il popolo è effettivamente titolare della sovranità ». Contrariamente ai suoi annunci sempre più ricorrenti negli ultimi mesi, il Presidente della Repubblica non ha annunciato nessuna misura, sia che si tratti della lotta contro la corruzione, l’impunità che regna nel dossier dei martiri della rivoluzione e altri dossier della giustizia di transizione, degli omicidi politici e del terrorismo. Nessun programma chiaro è previsto per porre fine alla crisi economica nella quale è piombata la Tunisia da diversi anni.

La Tunisia, il solo Paese in transizione democratica nella regione dell’Africa del Nord e del Medio Oriente, che ha alimentato, finora, la speranza di un cambiamento reale, sembra avere in questo modo girato la pagina della democrazia emergente.

Abbiamo visto a più riprese nella Storia le conseguenze gravi per i diritti umani di una presa di competenze quasi illimitata da parte dell’esecutivo o dell’autorità presidenziale.

Ricordiamo che il diritto internazionale dei diritti umani autorizza, in condizioni severe, l’adozione dei poteri eccezionali, ma si tratta di deroghe temporanee condizionate dai principi di legalità, necessità e proporzionalità e dall’esistenza di un controllo giuridico rigoroso. Il diritto internazionale richiede in particolar modo che le situazioni d’emergenza siano trattate nell’ambito di uno Stato di diritto. Qualsiasi cambiamento del cambio politico e costituzionale deve essere elaborato in un contesto previsto dalla Costituzione che prevede le condizioni di una sua modifica, nel rispetto del processo democratico.

Di fronte alle derive allarmanti alle quali stiamo assistendo, le organizzazioni nazionali e internazionali della società civile denunciano con molta fermezza le decisioni prese in maniera unilaterale dal Presidente Kais Saied, affermano nuovamente il loro incrollabile attaccamento ai principi democratici e condannano la presa del potere e l’assenza di qualsiasi forma di salvaguardia.

Si impegnano a sostenere qualsiasi processo che abbia l’obiettivo di superare la crisi politica e costituzionale attuale a condizione che si inscriva nel rispetto dello Stato di diritto, della garanzia dei diritti umani e dell’espressione democratica delle aspirazioni del popolo tunisino.

Le organizzazioni firmatarie :

  1. Association Beity

  2. Association des Femmes Tunisiennes pour la Recherche sur le Développement

  3. Association tunisienne de Défense des Libertés Individuelles

  4. Association La Voix des Jeunes de Krib

  5. Association Théâtre Forum Tunisie

  6. Association Nachaz

  7. Amnesty Internationale -Section de la Tunisie-

  8. Avocats Sans Frontières

  9. Coalition Tunisienne pour la Dignité et la Réhabilitation

  10. Commission Internationale des Juristes

  11. Fédération Internationale pour les Droits Humains

  12. Human Rights Watch

  13. Le Labo’ Démocratique

  14. La Ligue Tunisienne pour la Citoyenneté

  15. No Peace Without Justice

  16. Organisation Contre la Torture en Tunisie

  17. Organisation Mondiale Contre la Torture

  18. Réseau Tunisien pour la Justice Transitionnelle

    Traduzione dal francese di Giada Frana

    © Riproduzione riservata

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