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Un caffè a Tunisi: un’italiana alla ricerca del miglior caffè in Tunisia

Il rituale del caffè, si sa, per un italiano è immancabile. In Tunisia la ricerca del caffè migliore non è semplice, tra nomi diversi, rituali più calmi e tanto altro.

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Dopo avervi raccontato le mie “disavventure” con i mezzi pubblici in Tunisia questa volta vi racconto del mio rapporto con il caffè in Tunisia. Il rituale del caffè per un italiano rappresenta quasi un momento sacro della giornata. O almeno, lo è per me: senza caffè mi manca qualcosa. In Italia, prima della partenza per la Tunisia, ero abituata a bermi tre caffè al giorno: uno a metà mattina, uno dopo pranzo e uno dopo cena. La prima volta che sono atterrata in Tunisia, ad agosto 2013, mi hanno portato a Sid Bou Said, al Café des delices, dove mi hanno fatto assaggiare un caffè turco, molto più denso rispetto al caffè normale, e con i fondi di caffè nella tazzina. Io non lo sapevo e ovviamente non mi era stato detto: così l’ho iniziato a sorseggiare come se fosse un normale caffè, beccandomi subito in bocca i fondi di caffè, cosa che non mi permise di gustare ed apprezzare come si deve questa bevanda, che invece imparai a fare durante il mio soggiorno tunisino.

La seconda volta che presi un caffè fu quando mi trasferii in Tunisia, ad aprile 2014. Stavo frequentando il corso di arabo alla Bourguiba School e durante le pause tra una lezione e l’altra andavo a prendere un caffè insieme agli altri compagni di corso, la maggior parte italiani. Era il primo giorno per me: non conoscevo ancora bene il quartiere, mi portarono in un café (così vengono chiamati i bar) situato dietro dietro la scuola. Ordinai il mio caffè e mi diedero una tazzina che conteneva più che un caffè dell’acqua sporca: era imbevibile, mi venne quasi un conato di vomito. Oltre a questo aspetto la compagna di corso che era venuta con me – molto più grande, di più di 40 anni, per lei era la prima volta in Tunisia e in generale in un Paese arabo -, insisteva affinché domandassi al barista se le tazzine venissero lavate in lavastoviglie e ben disinfettate e così via. Ovviamente non misi più piede in qual café, sia per il caffè che per l’imbarazzo di quel momento.

Il capucin in Tunisia

Il rituale del caffè in Tunisia è molto diverso rispetto all’Italia (qui Gemma Baccini vi spiega il rituale del caffè in Tunisia e come ordinare un caffè in tunisino): in Italia siamo abituati a bere un caffè veloce al banco, in piedi, cosa che in Tunisia assolutamente non accade. Il rito del caffè in Tunisia prevede che ci si sieda al cafè per molto tempo, che ci si gusti questa bevanda. Molti la bevono addirittura fredda: si vedono appunto questi uomini seduti al cafè con il loro bicchierino trasparente – sì, perché spesso il caffé viene servito in bicchierini trasparenti e non nella tazzina a cui siamo abituati – che hanno lì da ore e che sorseggiano piano piano. Anche i taxisti hanno spesso vicino al cambio il posto per mettere il bicchierino del caffè, che ogni tanto sorseggiano durante le corse.

Vogliamo poi parlare dei vari tipi di caffè? Express, capucin, direct, capuccino…. hanno tutti dei nomi diversi. Le prime volte per me era una confusione pazzesca: come si dirà caffè macchiato? E così che più che un caffè macchiato mi ritrovavo quasi sempre un cappuccino (perché chiedevo un caffè col latte), o quando chiedevo un capuccino mi ritrovavo un caffè in tazza grande con la panna montata. Diciamo che bere il caffè in Tunisia è stata una scoperta: senza contare i diversi locali che propongono caffè dai nomi particolari, che sono magari bicchieroni con panna e altre golosità.

La mia macchina del caffè a Tunisi

Il caffè come avrete capito era tra le cose che più mi mancavano dell’Italia: per questo motivo come regalo di nozze avevo chiesto proprio una macchina per il caffè, avendo già programmato la partenza per la Tunisia e avendo avuto queste pessime esperienze. Non la misi in valigia – era abbastanza ingombrante e con sole due valigie avevo già dovuto ridurre 26 anni di vita in poco spazio – e quindi me la portò lo zio di mio marito quattro mesi dopo il mio arrivo a Tunisi. Potete immaginare la mia grande gioia nel ricevere la macchina del caffè, lo spacchettarla, il posizionarla in cucina e gustarmi finalmente un buon caffè. E poi potevo farmi da sola anche la schiuma, quindi caffè macchiato o un cappuccino. La macchina del caffè divenne la star della casa: tutti volevano bere il caffè italiano, perché ovviamente oltre alla macchinetta del caffè portai diverse miscele italiane (si trovano anche in Tunisia, ma a un costo più alto e che per me era troppo, visto che guadagnavo in dinari). Anche quando veniva un ospite, gli si offriva un caffè, sottolineando che fosse un caffè italiano. Quando sono ritornata in Italia, ad aprile 2016, ho lasciato la macchina del caffè a mia suocera, che ormai si è abituata a bere il caffè in questo modo e non riusce più a farlo alla vecchia maniera. In Tunisia non si usa la moka, piuttosto si fa a bollire del caffè solubile insieme a un po’ di latte o si prepara il caffè turco in un apposito pentolino. Certamente macchine del caffè si trovano anche in Tunisia, pure a noleggio.

A proposito di miscele di caffè, quello che mi mancava era il caffè d’orzo, che in Tunisia non ho trovato. In Italia usavo quello quello solubile e con la macchinetta del caffè mi feci mandare le cialde apposite (la macchinetta per ragioni ecologiche ed economiche funzionava con il caffè in polvere). Per un periodo avevo acquistato il chicoré, un caffè di cicoria solubile: in pausa al lavoro non sempre avevo voglia di andare al cafè, spesso preferivo prepararmelo da sola al microonde, ma il gusto non mi entusiasmava. Le colleghe, tunisine, invece portavano il caffè solubile della Nestlé, che in Tunisia ha un costo abbastanza alto: quando tornavo in Italia infatti mi chiedevano di portarlo da lì, dicendo che anche il gusto, nonostante la marca fosse uguale, fosse migliore. Ora c’è anche il caffè di datteri, ma non ho avuto modo di assaggiarlo…. Ad ogni modo avevo trovato il modo di farmi piacere il caffè fuori casa: berlo macchiato. Con questo trucco, il gusto era fattibile e riuscivo ad avere il mio momento da caffè dipendente.

Insomma, Paese che vai… caffè che trovi. E a voi, piace il caffè in Tunisia? Raccontateci la vostra esperienza.

(per chi si fosse perso il racconto della prima parte del trasferimento, potete rileggerlo qui),

© Riproduzione riservata

Un "capuccino" in Tunisia, che per noi equivale a un caffè con panna

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