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Tunisi: la Cattedrale di Cartagine visitabile fino a giugno: riaprirà nel 2026

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Un palazzo maestoso con 174 colonne, una cupola blu, meravigliose dorature. Sorta nel luogo in cui si narra sia morto Luigi il Santo, unico re di Francia a essere canonizzato nel 1200, la Cattedrale di Cartagine è affascinante e imponente. La sua atmosfera è magica, peccato che dal 2021 non è più stato possibile ammirarne le bellezze perché lo stato di degrado e di abbandono rischiava di mettere in pericolo l’incolumità dei visitatori. 

Simbolo della collina di Byrsa, nota ai più come l’acropoli di Cartagine, il monumento costruito tra il 1884 e il 1890 e, per lungo tempo, cattedrale cattolica dedicato a San Luigi fu sconsacrato nel 1964 e venne consegnato alle autorità statali tunisine, che lo avevano reso uno degli edifici culturalmente più interessanti della zona. Le vicende degli ultimi tempi ne avevano in parte oscurato la fama di luogo di magnificenza in onore allo stile bizantino-moresco: divenuto uno spazio culturale e artistico, fu poi oggetto di un lungo contenzioso da parte del concessionario fino alla risoluzione giuridica in favore delle autorità ministeriali. Che, constatato lo stato dei luoghi, decisero di impedire l’accesso al pubblico. 

La prospettiva di perdere una delle attrattive principali della zona, tuttavia, ha suscitato un’onda di interesse pubblico che ha portato, dalle petizioni e appelli locali per il salvataggio, al lanciare una nuova gara di appalto per recuperare all’antico splendore l’edificio e le sue pertinenze. Grazie all’ingresso di fondi europei, è stato possibile far rientrare la cattedrale in un dedicato progetto di sviluppo del Museo Nazionale di Cartagine, finanziato dall’Unione Europea nel quadro del programma europeo di sostegno studiato per Tunisi-Cartagine e relativo alla promozione del patrimonio architettonico e artistico, finalizzato alla realizzazione di un sistema di concessioni culturali o turistiche per gli edifici di interesse storico e di sostegno alla riqualificazione e valorizzazione del museo di Cartagine e dei suoi dintorni. L’Unione ha contribuito, parimenti, all’ammodernamento del Museo nazionale di Cartagine, tra i principali della zona dopo il Bardo, con l’obiettivo di offrire ai turisti non solo un modello di vacanza basato su spiagge e alloggi a prezzi concorrenziali, ma anche pescando nell’immenso patrimonio di contaminazione culturale che la Tunisia può offrire ai suoi visitatori. 

 

E così, dopo anni di lavori e a due anni dalla prevista riapertura totale del sito, durante il Ramadan è stato possibile tornare a visitare la cattedrale. Questa riapertura, per quanto parziale e temporanea, è stata decisa di concerto dall’Agenzia per la valorizzazione del patrimonio e la promozione culturale, in seno al ministero dei beni culturali, con i servizi della protezione civile. I locali della cattedrale sono stati rimessi in sicurezza e, in seguito a un bando di concorso internazionale di architettura multidisciplinare, anche il museo e l’intera acropoli di Byrsa verranno riabilitati e riqualificati; il tutto con il supporto tecnico di Expertise France, parte del gruppo dell’agenzia francese per lo sviluppo.  

Faouzi Ben Abidi è ricercatore in storia e archeologia, nonché mediatore culturale: per questa riapertura parziale, sono state coinvolte figure altamente specializzate, formate appositamente per fornire ai visitatori una visita più ricca e coinvolgente alla cattedrale, che raccoglie in sé testimonianze di influenze europee e arabe. Ma non solo. «I nomi di alcuni donatori eccellenti che hanno contribuito alla costruzione della cattedrale sono ben visibili in alcune placche – racconta Abidi  durante la visita guidata – e questo è un edificio per la cui realizzazione sono stati usati materiali da tutto il mondo: il legno, per esempio, è stato importato dalla Russia, dall’Ungheria e dall’Olanda. Per farlo lavorare al meglio, sono stati chiamati gli artigiani di Aleppo, tra i più specializzati del globo. Le colonne di marmo arrivano dalla Toscana. La pietra, è di Malta. Lo stile è moresco, un mélange di culture e visioni artistiche. Una volta sconsacrata, ha ospitato appuntamenti musicali, anniversari culturali».

Il sito sarà visitabile fino a giugno, quando riprenderanno i lavori di sviluppo del museo stesso, la cui riapertura è prevista nel 2026. Per chi ha l’opportunità di recarsi in zona prossimamente, è un’occasione da non perdere perché i lavori già ultimati hanno riportato all’antico splendore aree notevoli della cattedrale. 

Il bando di concorso per l’area ha visto prevalere lo studio architettonico bez + kock di Stoccarda, che ha sviluppato un concept per la riqualificazione e la rivitalizzazione dell’area scavi e museale. «Un cortile esistente situato tra una cattedrale cattolica costruita sulla cittadella nel XIX secolo e un seminario costruito nello stesso periodo è stato da noi proposto – racconta in una nota lo studio – come la location più adatta per la nuova sezione del Museo Nazionale di Cartagine. Il nuovo museo sorgerà quindi al centro dell’area di circa 5 ettari dell’acropoli storica di Byrsa e offrirà un accesso immediato a tutte le principali aree archeologiche. In linea con un approccio adeguato al significato storico-archeologico del sito e allo stesso tempo ecologicamente sostenibile, le nuove misure costruttive sono ridotte al minimo: anziché creare un nuovo edificio in cima al cortile, un edificio leggero e trasparente una struttura a ombrello coprirà lo spazio, aprendosi alla vista attraverso gli scavi fino al Mar Mediterraneo. Con il suo ordine grigliato e modulare, la nuova struttura si inserirà con sicurezza e sobrietà nel contesto degli edifici vicini. I contatti e gli interventi nel terreno saranno ridotti all’inevitabile, riflettendo l’alto significato archeologico del sito».

© Riproduzione riservata


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